Lunedì sera, all’inaugurazione della mostra Nei libri il mondo presso la biblioteca Amilcar Cabral, Vera Martinelli ha accolto i visitatori con una speciale lettura dedicata a Cenerentola, che vogliamo
condividere con il lettori di Zazienews.
Nei libri il mondo, continua questa sera alle 19.30 alla Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani, con la presentazione del libro Il mondo è tuo, di Riccardo Bozzi e Olimpia Zagnoli, edito da Terre di mezzo editore.

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La redazione Zazienews

Buonasera.
Mi chiamo Tam o Zezolla, Mara, Ottighitta oppure Vassilissa, ma sicuramente voi mi conoscete come Cenerentola. Sono nata in Cina quasi 1200 anni fa. In realtà alcuni studiosi pensano che sia nata ancora prima, forse in Egitto più di due mila anni fa, ma di questo non ne ho prova certa.
Sono nata in Cina e poi sono rinata un po’ ovunque, non c’è paese che non mi conosca, clima in cui non sia vissuta, cibo che non abbia assaggiato. Ma ovunque io sia nata, ovunque io sia vissuta la mia vita è sempre stata contraddistinta da alcuni elementi fondamentali.
Sono orfana. Di mia mamma non si sa nulla, nessuno mi ha mai raccontato alcunché. Di mio papà invece ho memoria, un uomo buono per lo più e sicuramente mite, visto il temperamento autoritario della mia matrigna. Sì perché ovunque fossi mio padre si è sempre risposato, sempre, non ha mai saputo gestire la solitudine forse, o forse cercava una nuova madre per me.
Comunque sia finiva che non trovavo alcuna nuova madre: mio padre moriva oppure si dimenticava di me e io finivo a far la serva nella mia stessa casa per la matrigna e la o le sue figlie. Il numero delle mie sorelle non è ben definito: a volte ne ho avuta una altre volte addirittura sei, ma il numero non è mai stato un problema, il problema vero era che erano quasi sempre cattive.
Io invece mi sono mantenuta buona e gentile di animo, sempre e nonostante tutto, e forse proprio per questo, alla fine non sono mai stata sola: ho sempre incontrato qualcuno disposto ad aiutarmi anche nei momenti più bui. Ma la mia fortuna non la devo ai miei aiutanti, o almeno non solo. La mia più grande fortuna è quella di essere sbadata, proprio così, devo tutto al fatto che perdo le cose. E infatti in tutti i paesi, le epoche che ho visitato ogni volta che ho perso una scarpa, o altro, ho incontrato l’amore e con lui la felicità e una vita non più da serva, ma spesso da regina.
Penserete voi che vivere sempre la stessa storia possa annoiare, ma a me questo non è mai successo, perché pur capitandomi sempre le stesse avventure nulla era mai uguale alla volta precedente.
In Cina sono nata con il nome di Ye Xian e i miei aiutanti sono stati lo spirito della mia defunta madre e un pesciolino e ho sposato il re dopo averlo conosciuto ad una festa dove indossavo vestiti molto fini, un mantello di piume di Martin pescatore, dei gioielli e un paio di sandali dorati.
In Vietnam il mio nome era Tam e mio marito era il figlio dell’imperatore. Sono riuscita a incontrarlo perché il Budda e un semplice pesciolino mi hanno aiutato e mi hanno donato vestiti magnifici, un vero cavallo e dei sandali d’oro
A Napoli mi chiamavo Zenzolla ed è stata una fata ad aiutarmi. Lì ho sposato il re che mi ha riconosciuto per via di un paio di pianelle.
Nei Balcani mi hanno chiamata Mara ed è stato lo spirito di mia madre incarnatosi in una mucca a donarmi le babbucce che mi hanno fatto incontrare il figlio dello Zar.
Nei paesi arabi ho sposato il principe perché un pesciolino mi ha regalato un pettine d’oro, un vestito di seta verde, ricamato con fili d’oro e profumato di rose, e un paio di zoccoletti d’oro.
Per alcuni la mia storia festeggia l’iniziazione di un rituale di passaggio di una ragazza dall’infanzia all’età matura, per altri serve a stabilire i requisiti domestici che una giovane donna deve avere per trovare marito, per altri ancora descrive la via per il successo raccomandata ai giovani, la ricompensa dello stoicismo, alcuni poi dicono che racconta dell’abuso e della violenza sull’infanzia o delle difficoltà che nascono dalla rivalità fra fratelli. Comunque sia è la mia storia, e a me piace molto, ciascuno di voi può trovarci dentro i suoi sapori, gli odori che ama, le strade che conosce, i vestiti che sogna e il messaggio che gli arreca più speranza.

Vera Martinelli