Storie di cinema

Urbino è innevata. Il bianco esalta il luogo, patrimonio dell’Umanità.
Dentro al monastero Santa Chiara, sede dell’ISIA, un evento speciale: la lezione di Youri Norstein, il poeta dell’animazione russa. La sala è affollata, oltre duecento studenti, diversi provenienti dalla Scuola del Libro. Norstein ricorda che l’animazione deve attingere ad una cultura vasta, che per ideare un film d’animazione bisogna fare quotidiani viaggi nel visivo, bisogna guardare l’arte, la pittura, la scultura, ma anche il cinema, il paesaggio. E’ un artista, un artigiano del segno, un cantore per immagini. Un ampio preambolo per suggerire l’incontro con un libro che è una dichiarazione d’amore al cinema.
Senza Tv, di Guillaume Guéraud, è in catalogo per Topipittori, nella collana “Gli anni in tasca”.
Racconta di un ragazzino senza televisione, tagliato fuori dalle chiacchiere dell’intervallo e del dopo scuola, perché non conosce i personaggi che affollano il piccolo schermo.
L’iniziale senso di isolamento e la pretesa ad un’uguaglianza di massa, spariscono velocemente sostituiti dalla magia della scoperta del cinema. Una madre cinefila lo porta a vedere film unici, film per adulti che il piccolo Guillaume fatica a capire, ma si lascia trascinare dalle vicende, è affascinato dalle immagini, dagli intrecci narrativi. Passerà i pomeriggi in cineteca e il cinema diventerà maestro di vita e materia per imbastire straordinari racconti capaci di lasciare senza parole i coetanei ipertelevisivi. Romanzo breve, intenso, un pezzo di vita offerto, con generosità, ai lettori.
Silvana Sola