Philippa Pearce

Philippa Pearce è morta d’infarto il 21 dicembre 2006 all’età di 86 anni. Ho letto il suo ultimo lavoro proprio il 21 dicembre e questa coincidenza mi lega ancor di più ad una delle figure più importanti della letteratura per l’infanzia del XX secolo. Il potere del tempo e dell’immaginazione, il peculiare rapporto fra il passato e il presente, i vecchi e i giovani, sono i temi sui quali l’autrice ha lavorato.

Il giardino di mezzanotte si aggiudicò la Carnegie Medal nel 1959 e grazie agli istrici Salani è possibile ancora leggerlo e farlo leggere. Mancano invece i lavori che Mondadori ospitò ai tempi della collana Junior (da ritrovare in bilblioteca).
Philippa ha cominciato a scrivere dopo i tren’anni durante una lunga convalescenza da tubercolosi; ha scritto della sua infanzia nello Cambridgshire, di giorni in riva al fiume e in canoa. Poi nel giardino di casa sua ha ambientato la storia che l’ha resa famosa nel mondo. Intanto stava a Londra e lavorava per la BBC occupandosi di programmi per bambini e come editor si prendeva cura dei libri degli altri. Era anche autrice di una trasmissione radiofonica settimanale dal titolo “The World of Books”.
E’ diventata mamma quando era già attempata, vedova ancor prima di diventare mamma ed è poi diventata nonna di due nipoti per i quali ha scritto La magia del Trovatore. Il progetto di libro per i nipoti era nato con l’altra nonna, Helen Craig, di una quindicina di anni più giovane, la nota disegnatrice di Angelina Ballerina, figlia e nipote d’arte.

Philippa non ha potuto vedere il libro ma guardando noi da un punto imprecisato del Creato proverà l’infinito piacere di rivedere in pagine di intensa bellezza, pagine ricche di matite, di schizzi, di colore, che incorniciano la scrittura accuratissima, controllata, sorvegliata, essenziale eppure profondissima, il suo amato mondo popolato di piante, animali e persone.
Non voglio accennare alla storia, temo di sciuparla. Entrateci come entrereste nella giornata della signora Dalloway, pronti a farvi trasportare dalla magia del Narratore.
Grazia Gotti