Non fiction: precisione, rigore, verità a Chiarelettere

Il modulo dedicato alla divulgazione  in Accademia  Drosselmeier é anche occasione di riflessioni e domande. Cosa si muove in questa vasta area? In Italia, all’estero, nelle culture lontane da noi, in paesi come la Corea, la Cina, il Giappone?

Cosa raccontiamo ai bambini e ai ragazzi? Mentre seguivo la parte di Report dedicata all’olio di palma pensavo che il tema potrebbe costituire il cuore di un bel libro per ragazzi, un libro opportuno e non opportunista, in tempi che vedono il tema del cibo in ogni angolo del Paese, sospinto dal vento milanese di Expo. Le immagini dell’Indonesia mi hanno fatto piangere: desertificazione massiccia, non più rami per  gli oranghi, niente più foreste. Chi saprebbe scrivere dell’odissea di un povero gruppo di oranghi affamati per i bambini italiani che fanno merenda con la Nutella, ricorrendo all’arte di grandi illustratori per dipingere gli occhi tristi del cucciolo di orango?
Molti si sono detti contrari ai libri a tema, ma per la non fiction io credo che il tema dovrebbe essere la ragione stessa del libro. Alla Mostra Illustratori ho ammirato moltissimo l’artista che ha raccontato l’isola di plastica, così come fra i libri del BolognaRagazzi Award, ho gradito tanti titoli della sezione Non Fiction.
Mi pare di poter affermare che siamo nel bel mezzo di un cambiamento culturale. Nuovi progetti di collana, singoli titoli davvero singolari, sono sotto i miei occhi.
Con calma li esamineremo cercando di capire i diversi punti di vista, le diverse urgenze di narrazione. Cosa dire del presente e del futuro? Sarebbe un bel tema per gli editori, gli autori, i giornalisti, per tutti coloro che attraverso libri opportuni e non opportunisti, volessero contribuire alla crescita culturale dei ragazzi, della scuola e delle famiglie.
Ho appena finito il libro di Gianni Barbacetto e Marco Maroni, Excelsior Il gran ballo dell’Expo, un libro opportuno e non opportunista, per darci modo di ricostruire in ordine cronologico e tematico come siamo arrivati a Expo. A proposito del fare i libri gli autori citano un libretto di 48 pagine, Milano, guida della città, affidato dal Comune di Milano ad un grande gruppo editoriale. E’ una raccolta di strafalcioni, imprecisioni, assolutamente inservibile per raggiungere la Triennale alla Bovisa, che non c’è dal 2012. Le imprecisioni, in sole 48 pagine sono moltissime, intollerabili, come non sono più tollerabili la desertificazione e il consumo di suolo. Se abbiamo a cuore la vita degli oranghi e degli uomini dobbiamo raccontarlo, anche nei libri per ragazzi.

Grazia Gotti