Jella e il sesto senso

Era appena finita la Seconda Guerra Mondiale: in Germania i bambini si ritrovavano a portare il peso di azioni terrificanti, pesanti fardelli firmati da padri, fratelli, nonni, governanti.
E il peso di una non richiesta eredità, associato alla mancanza dell’indispensabile per vivere, al tragico scenario della distruzioni che si presentava di fronte ai loro occhi, li rendeva ancora più fragili e vulnerabili, oltre la normale condizione di infanzia.
Aveva visto questo Jella Lepman, chiamata dall’esercito alleato a coordinare uno speciale programma di sostegno alle donne e ai bambini tedeschi.
Nata in Germania, obbligata ad emigrare in Gran Bretagna perché ebrea, Jella era giornalista e scrittrice.
Accolse l’impegnativo compito assegnatole con grande serietà, cercando soluzioni non scontate, stupendo i suoi interlocutori e coinvolgendoli in un progetto che fondeva emotività, slancio, conoscenza per una cultura di pace.
Puntò sui libri e la lettura Jella, chiamò a raccolta i governi vincitori del conflitto, li convinse a inviare libri per ragazzi illustrati dai diversi luoghi della terra, per offrire ai piccoli potenziali lettori uno spazio dell’immaginario, una possibilità di andare oltre la tragicità del quotidiano.
Il suo pensiero rivoluzionario portò ad una mostra di libri, ad un’offerta ampia e variegata di pagine da sfogliare, di figure da guardare, di parole nuove da scoprire, di storie da ascoltare.
E dopo la mostra volle istituire una biblioteca per bambini e ragazzi (oggi la Jugendbiblioteck di Monaco di Baviera, la più grande al mondo per numero di volumi proposti in molte lingue diverse) e poi arrivò alla costituzione di IBBY, un’organizzazione senza scopo di lucro fondata a Zurigo, nel 1953, oggi composta da oltre settanta sezioni nazionali sparse nel mondo, impegnate a portare avanti le sue idee e il suo pensiero, a sostenere l’importanza del libro e della lettura nella creazione di un individuo libero e consapevole.
La mostra Senza parole si pone lo stesso obiettivo. Lo ha fatto condividendo i contenuti che animano la sezione italiana di IBBY e quella internazionale, proponendo a chi la visiterà una speciale occasione di crescita, di condivisione, allenando il sesto senso.
Quel sesto senso, dichiarato da Gianni Rodari, che sarebbe tanto piaciuto a Jella.

“Non si nasce con l’istinto della lettura…
Si tratta di un bisogno culturale che può
essere innestato nella personalità infantile.
Operazione quanto mai delicata, perché
il solo paragone che sopporta è quello
dell’innesto di un nuovo senso: il senso
del libro, le capacità di usare il libro come
uno strumento per conoscere il mondo, per
conquistare la realtà, per crescere.”
Gianni Rodari, da Il cane di Magonza.

Silvana Sola