El hambre

Aspettiamo l’edizione italiana del libro dell’autore argentino Martín Caparrós, in uscita da Einaudi, per entrare nel merito dei contenuti di Expo meglio attrezzati a pensare alla fame. Confido che il libro abbia il successo che merita e contribuisca a scuotere gli animi. La fame e la malnutrizione sono intorno a noi, davanti a noi, ma ancora  non si vedono segnali forti che vadano in una possibile direzione. Martín Caparrós disegna una geografia della fame e lo fa con uno stile narrativo singolare: i personaggi sono vivi e in primo piano, le loro testimonianze rendono umani i numeri. In ogni territorio indagato, dall’Africa all’Argentina, sono le donne e gli uomini, le loro vite,  le loro idee, la loro fame a prendere la scena. Certo ci sono i numeri, le analisi, ma di pagina in pagina è la presenza umana a prendere la parola. 
Sempre a proposito di divulgazione, anche se per adulti, questo è un libro di non-fiction di grande attualità. Noi non abbiamo Premi Pulitzer capaci di mettere in risalto anche libri di saggistica o di Non Fiction. Tranne il Viareggio che oltre la letteratura premia la saggistica, non sono frequenti le occasioni per richiamare l’attenzione su questo genere di libri.
Solo Legambiente riserva un premio ai libri per ragazzi che affrontano certi temi.
Non sarebbe male che una associazione importante si dedicasse a promuovere un premio ad hoc per i libri di divulgazione. Suggerirei tre età: per i piccoli, i medi e i grandi.
Sarebbe bello titolarlo al giornalista scientifico di Repubblica, Franco Prattico, scomparso qualche anno fa che scrisse anche un romanzo per il giovane pubblico, I ragazzi di settembre, pubblicato nella collana curata da Gianni Rodari per l’editore Morano. (1968)
Il romanzo raccontava le gloriose giornate napoletane e vedeva uno scugnizzo protagonista.
Un eroe per caso molto efficace, un bel romanzo da ricercare e da ripubblicare, anche dopo il settantesimo della Liberazione.

Grazia Gotti