Al principio erano le lettere

La poetica della redazione della casa editrice, raccolta in uno scritto del 1976, recitava così:“I nostri libri per bambini si basano prevalentemente sull’immagine poiché il pensiero dei bambini è prevalentemente “visivo”; in essi l’aspetto grafico, l’originalità del segno, il colore, la fantasia, l’alternarsi di reale e magico si propongono di corrispondere ai bisogni più profondi del mondo infantile. Abbiamo cercato di fare in modo che i nostri libri si ponessero in sintonia con questo mondo e abbiamo profuso nel nostro impegno la stessa cura e la stessa attenzione tradizionalmente riservate solo ai migliori libri per adulti. La nostra intenzione è dunque rivolta a far sì che il libro possa inserirsi senza sforzo, con naturalezza, nel vissuto del bambino, non come “oggetto di erudizione”, ma come stimolo di esperienza e conoscenza.” da Alla lettera Emme: Rosellina Archinto, Giannino Stoppani, Bologna, 2005.

Era la Emme Edizioni di Rosellina Archinto, la casa editrice italiana il cui catalogo ha raccolto il meglio dell’editoria illustrata mondiale e lo ha lasciato in eredità ad altri editori, una volta conclusa la sua esperienza editoriale.
Ed è da quel catalogo ricco, raffinato, colto che arriva Sonia Delaunay con Alfabeto, il bellissimo alfabetiere messo in pagina dall’artista nel 1970, ora stampato per i tipi di Babalibri.
Un grande albo illustrato, un prezioso lavoro di segno, pensiero e materia, un alfabetiere che affianca all’opera di Sonia Delaunay le filastrocche popolari raccolte da Giulia Niccolai e Rosellina Marconi.

Pochi colori: il rosso, il blu, il giallo, il verde e il nero, combinati in modo da diventare forma e lettera, segni decisi, forti, marcati, da scoprire, da guardare, da copiare, da riprodurre, da associare al gioco della rima. Lettere che si muovono veloci al suono di una voce immaginata che recita in fretta: alla lettera T…
“Trollolin che trottolava
senza gambe camminava
senza sedia si sedeva
Trottolin come faceva?”
Silvana Sola