AD#10 Il discorso di David Almond


Ho appena finito di leggere il fascicoletto a cura di Ibby Italia, stampato da Salani, al fine di diffondere il discorso di accettazione di David Almond in occasione del Premio Andersen, conferitogli nel 2010, e sono presa dalla piacevole sensazione di essere circondata di amici, compagni di strada. Già nella cronaca di Marcella Terrusi, presente alla cerimonia a Santiago di Compostela, si percepise lo spirito che apre alla mondialità, l’uguaglianza delle motivazioni nella diversità esteriore delle fogge dei nostri abiti e della coloritura delle nostre epidermidi. Tutti lavoriamo per i libri e per i ragazzi. La parole di David, già incontrato in occasioni internazionali, danno conto di come sia semplice, diretto, autentico, un grande scrittore. Ho avuto la fortuna di assistere ad un suo incontro con ragazzi inglesi ad una edizione del fringe Festival di Edimburgo e ne sono rimasta stregata. I ragazzi erano tantissimi ma l’atmosfera era di raccoglimento devozionale. La cura di Giorgia Grilli nella bella e accuratata traduzione, le parole di Silvana Sola, i disegni di Fabian Negrin, completano il cerchio comunitario, che trasuda pieno convincimento, autentica passione, slancio comunicativo, desiderio di creare ponti. Ibby italia sta veramente crescendo e io ne sono fiera ed orgogliosa. L’atto di raccogliere i discorsi, come ci ricorda Marcella nel caso di Maurice Sendak, è prezioso. Di recente, in una libreria antiquaria ho scoperto che esistono raccolte dei discorsi di accettazione del Newbwrry Medal e del Caldecott. Sono due volumoni belli densi. Ne ho potuto acquistare solo uno ed ora è affidato all’attenta lettura di Elisabetta Cremaschi che più in là ce ne darà conto.
Grazia Gotti