William Steig

Mi sono regalata un pomeriggio in compagnia di William Steig. Sfogliando cinque picture books ho cercato di ricordare il tempo della sua scoperta. Devo risalire a molto tempo fa e non per ragioni di libri per bambini. Infatti il grandissimo disegnatore e scrittore, nato nel 1907, ha cominciato a dedicarsi ai bambini all’età di sessantatrè anni. Anche Collodi ha cominciato le sue “bambinate” quando non era più un ragazzino. Ecco, si potrebbe fare un libro dedicato a quelli che ritornano bambini. Steig ha raccontato che il suo libro preferito era proprio Pinocchio. Se l’Università fosse quella di un tempo Steig meriterebbe un corso monografico, con approfondimenti, partendo dai suoi disegni per Listen, Little Man di Wihelm Reich, un testo che fa bene anche per il nostro presente.

Quando lessi Dominic, pubblicato da Salani nel 1990, sentii di essermi imbattuta in un grande, ma poi non ebbi modo di approfondire la sua conoscenza. Certo l’omaggio che la cultura americana gli ha tributato con il film ispirato da Shrek è una grande dichiarazione di stima da parte dei più giovani che hanno saputo aggiungere una buona carica di energia al materiale originario. Quanto mi ero divertita al cinema!
Ora ho fra le mani l’edizione speciale di Shrek con la scritta Twentieth Anniversary Edition, accanto a due Caldecott Honor quali Doctor De Soto e The Amazing Bone, davvero ancora freschi e divertenti, stralunati, surreali eppure così convincenti, per capacità narrativa, lingua e segno. Amos e Boris è un album del 1971 e ci presenta uno Steig sentimentale, autore di una struggente, dolcissima, mai zuccherosa, storia di amicizia fra un topolino e una balena. Come non pensare ad Amos Perbacco, come dichiarato omaggio? 

Cosa hanno in comune un topo e una balena per poter diventare tanto amici? Sono mammiferi entrambi, entrambi coinvolti e pronti a portarsi reciproco aiuto. Un libro bellissimo, che con linguaggio semplice riesce a dire cose profondissime.
I due nuotano insieme a lungo, dall’alba al tramonto e “during that time, they developed a deep admiration for one another”. Sono poi descritte le reciproche qualità. Penso che di questi tempi leggere parole che  descrivono  la piena ammirazione che si può provare per gli altri sarebbe un buon viatico per uscire dalla nostra dura corazza.

Grazia Gotti