William Shakespeare

“In verità, non era facile riordinare la storia in modo comprensibile. Anche ripensando alla versione di Lamb trovai difficile raccontare la storia di “Sogno di una notte di mezz’estate” con parole che anche i piccoli potessero comprendere. Ma cominciai la storia, e dopo poco le parole arrivarono velocemente. Alla fine della storia, Iris tirò un lungo sospiro. “E’ una bella storia disse”, “ma non assomiglia per nulla a quella del libro”. “E’ solo organizzata diversamente”, risposi. “Capirai quando sarai grande che le storie sono l’aspetto meno originale di Shakespeare, “Ma sono le storie che ci piacciono”, disse Rosamund”.

La mamma narratrice del quadretto familiare è la grandissima scrittrice inglese Edith Nesbit, ricordata nel lavoro di Laura Tosi, Raccontare Shakespeare ai bambini, Franco Angeli, 2014.
La mamma-scrittrice ci ricorda che Shakespeare rielaborava prevalentemente fonti narrative ed era, nelle parole di Jonathan Gottschall, uno “storyteller animal”.
Mentre mi preparo per i corsi di formazione promossi dal Cepell (oggi è la volta di Fano) cerco di  annodare i fili delle celebrazioni di cui mi sto occupando, cento anni di Roald Dahl, quattrocento di Shakespeare e Cervantes. Resta fuori il caro Ariosto a cui spero di dedicarmi in estate.
Non avevo ancora pensato a Shakespeare come nucleo forte della formazione, molto impegnata sui romanzi di Dahl, ma una serie di coincidenze hanno imposto una accelerazione: il lavoro di David Tolin di Pel di Carota che apre le celebrazioni il 28 maggio a Padova, il  bellissimo libro di Nadia Fusini, Vivere nella Tempesta, uscito per Einaudi, che ho letto in questi giorni.
Anche l”incontro con lo scrittore Idalberto Fei in Fiera, mi ha molto sollecitata.

La notizia che il gruppo Giunti ha assorbito la casa editrice di Gabriella Armando, nel cui catalogo c’è lo Shakespeare per i ragazzi dello scrittore inglese Leon Garfield, mi ha allietato e reso ancor più vivo il desiderio di promuovere iniziative dedicate al Grande Bardo.

La freschissima edizione mondadoriana è un’ulteriore conferma.

Senza dimenticare lo Shakespeare in casa Lapis e le splendide edizioni straniere che abbiamo potuto vedere in fiera. Chi vuole lavorare su Shakespeare batta un colpo!

Grazia Gotti