Vuoto

In portoghese Vazio significa vuoto, infatti, vuoto e incolore è il protagonista della storia senza parole (quanti silent book !) narrata da Catarina Sobral per l’editore Pato Lógico.
Vazio va a fare la spesa, compra cibi e altre cose, va dal medico e dalle sue radiografie non è possibile ricavare nessuna traccia della sua interiorità. Dopo i cibi, al museo si riempie di suggestioni artistiche. La sua trasparenza fa pensare a Perelà, l’uomo di fumo di Palazzeschi di cui si notano le scarpe con la fibbia. Qui Vazio mette in mostra un solo oggetto, una borsa rossa che spicca sul manto nevoso. Fino a che un giorno si imbatte in un altro vuoto, un personaggio che tiene in mano un libro e dalla cui foggia dell’abito si intuisce che è una signorina. Fra il vuoto dei due comincia prendere forma un cuore… 
Catarina, citata nella rubrica “Little People” di Repubblica, domenica scorsa, sta per arrivare a Bologna da protagonista: a lei è dedicata la mostra promossa dall’editore spagnolo SM e dalla Fiera.
Sono molto contenta per lei, perché sin dai tempi del suo albo Grève,  presentato alla Libreria Giannino Stoppani nel 2013, si intuiva freschezza inventiva e poesia.

Grazia Gotti