Vittoria Facchini: le figure, i gatti, il mare, il Duomo…

Inauguriamo oggi su Zazienews alcuni giorni dedicati a Vittoria Facchini, che sarà a Bologna in occasione di ArteLibro 2012.

Nolca e Amélie si sono frapposte un giorno tra me e Vittoria.
Ho sofferto, e mica poco, ma non potevo farci nulla.
In silenzio e con gli occhi arrossati ho continuato a frequentare la sua bottega, perché se si ha la fortuna di essere amica di un’artista ogni tanto si ha voglia di guardare da vicino i suoi bozzoli, le sue piccole creature.
Lo studio di Vitti è un posto magico almeno per tre motivi:
è sul mare: a qualsiasi ora del giorno e soprattutto sul far della sera c’è una luce speciale, e poi il porto di Molfetta, con il suo Duomo per sentinella, riempie l’anima di serenità.
È vicino a una pasticceria che inebria l’aria di profumi deliziosi, dopo l’anima si sa vien sempre la pancia!
È così pieno di nascondigli, cassetti, scatole e pacchetti, che si ha sempre la certezza che il tesoro è ancora tutto da scoprire.
Tante volte Vitti mi ha chiesto aiuto per mettere un po’ in ordine il suo studio, dico un po’ perché nello studio di un’artista non può esistere l’ordine completo, definitivo, come quello che facciamo a casa durante le grandi pulizie.
Lo studio di un’artista, e nella fattispecie il suo, ha l’ordine mentale di chi lo vive, e cara Vittoria, se non mi sono mai prestata non è stato solo per colpa di Nolca e di Amélie, non volevo perdere la felicità della scoperta, non volevo schedarle io le tue opere, perché voglio scoprirle ogni giorno quando me le mostri, ora in posta elettronica ormai, perché sono come segreti sussurrati.
Ogni disegno di Vittoria è una storia che non sta tutta sul foglio, i suoi libri non riescono a contenere tutta la sua forza, sarà forse colpa del colore del cielo che è così pieno lì o dell’odore del mare in certi giorni di tramontana se quei cassetti continuano a riempirsi per essere scoperti dagli occhi di noi tutti .
Agata Diakoviez

ps Io, mio malgrado, sono allergica ai gatti.
Nolca e Ameliè sono le due gatte coinquiline di Vittoria, certe volte mi chiedo se non siano loro a completare i suoi lavori.
Il suo studio, se andate a Molfetta, lo trovate facilmente perché fuori sul marciapiede ci sono sempre ciotole per l’acqua e gatti fintamente indifferenti che sonnecchiano.
Per farvi un’idea della banda vi consiglio la poesia Gatti mafiosi, di Roger McGough, inclusa nel suo libro Gattacci, per l’appunto Nolca e Ameliè.