Ieri, mentre stavo guardando i materiali per la mostra Nei libri il mondo, che il prossimo tre marzo da Cremona si sposterà alla biblioteca di Mestre, un’amica mi ha portato una triste notizie. 
E’ morto domenica scorsa Bruno Boschin, meraviglioso libraio che ventitré anni fa creò, in un piccolo spazio di cinquanta metri quadri, La libreria del viaggiatore. A Roma, in via del Pellegrino, una libreria dedicata alla letteratura di viaggio, ai libri per farsi viaggiatori.
Libraio colto, capace di trasmettere passione e conoscenza, è stato un punto di riferimento per tutti colori che avevano voglia di leggere buoni libri, di scoprire luoghi altri, di confrontarsi su percorsi possibili o immaginari. 
Libraio per viaggiatori aperti all’incontro, all’idea del nuovo, come lui, che lasciò il suo primo lavoro per dedicarsi completamente al mondo dei libri.
Una specializzazione, una competenza che negli anni è cresciuta, si è consolidata, ha trovato spazi di condivisione allargata (a lui dobbiamo l’idea del Festival del Viaggiatore).
Ho tra le mani un libro per ragazzi venezuelano della raffinata casa editrice Ekarè, un libro che ci porta lontano, a scoprire il lavoro di un’artista, Socorro Salinas, la sua nazione.
VeoVeo, realizzato assieme alla Fondazione Bigott, ci fa viaggiare attraverso le opere di Salinas, ci mette su un autobus per farci attraversare il Venezuela tra coste, spiagge, montagne e città divise tra mercati rionali, edifici enormi e la statua di Simon Bolivar. Ci indica una rotta pensata e immaginata, frequentata e vissuta.
Immagino che il libro sarebbe piaciuto a Bruno, che lo avrebbe messo sullo scaffale, accanto ai romanzi verniani, a quelli di Bruce Chatwin, ai viaggi della speranza e a quelli, intimi, dell’incontro con se stessi.

Silvana Sola