Venezia

Il libro di Salvatore Settis mi ha tenuto compagnia in questo weekend.

Con i libri di questo “professorone”, limpidi e semplici nell’impianto, che insistono con la ripetizione, perché anche un lettore distratto, non molto concentrato, possa non perdersi i concetti fondamentali, mi succede sempre di pensare poi di trasformare i pensieri in azione.

Di Azione popolare ne facemmo una lettura pubblica insieme ai giovani dell’Accademia Drosselmeier. Se Venezia muore suscita il desiderio di costituire un comitato di intelligenza pubblica, civica, dove per partecipare occorre aver letto almeno tre libri di quelli citati da Settis, conoscere bene alcuni articoli della Costituzione e un po’ di Storia.

Particolarmente interessante, per me, è il pensiero su Manhattan, sulla modernità e sulla falsa modernità. Mentre leggevo ascoltavo il ministro Franceschini alla TV, ospite di Fazio, e alla domanda se abbiamo vietato Venezia ai mostri galleggianti, il ministro ha detto qualcosa che non ricordo. Bastava pronunciare un sì. Il governo tecnico guidato da Monti intervenne sulla materia delle grandi navi, ma lasciò Venezia fuori dalle nuove normative. Sempre a proposito di Venezia la trasmissione di Fazio ospitava poi la suorina cantante e mostrava un video girato a Venezia, location di Madonna in Like a Virgin, ora riproposta dalla giovane suora con occhiali e mascara.
Il ministro Franceschini ha affermato che i turisti vengono in Italia per lo shopping e il cibo: quelli che vedo in giro per la mia città, sarebbero intenzionati a visitare il musei, se fossero aperti anche di pomeriggio. Il gruppo di tedeschi che ho intervistato a settembre, medici, magistrati, professori universitari in pensione, facevano il loro Grand Tour, saltando Venezia, Firenze, Roma, che già conoscevano e cercavano piccole città d’arte, con musei, antiche università, e certo anche buona cucina.

Grazia Gotti