Uomini-libro

Sono chiamati “prestatori di voce” i volontari torinesi che si dedicano alla lettura di romanzi per i ciechi. Non sono attori, né doppiatori, ma semplici artigiani della lettura e della registrazione: lo fanno da casa, armati di un microfono e di un registratore. Necessitano di ambiente silenzioso. Qualcuno si è dotato di un programma di computer che consente di cancellare gli errori di lettura, tagliando la traccia per cancellare il clac clac del salto nella registrazione. Questi uomini-libro, tante donne fra loro, leggono come se raccontassero a qualcuno, senza eccessiva interpretazione, anche se alcuni hanno seguito corsi a teatro. La dizione perfetta non è un requisito, e ciò rende l’ascolto vivo e autentico. Me ne avevano parlato ma ho trovato tutto scritto nella doppia pagina di Popotus, l’inserto per ragazzi del quotidiano Avvenire di ieri.
Sulle pagine culturali per adulti è intervenuta Florence Noiville, nota giornalista di Le Monde che si occupa di Letteratura per ragazzi. Oggi Florence interviene a Venezia, all’annuale incontro promosso dalla Scuola Per librai Umberto e Elisabetta Mauri. Florence parla al mattino, mentre Stefano Rodotà chiude la giornata sul tema “Il diritto alla conoscenza”.
Ricordo anche che da pochi giorni è in libreria Fondata sulla cultura di Zagrebelsky, edito da Einaudi, collana “Le vele”.

Grazia Gotti