De Il sistema periodico avevo letto solo il racconto “Oro”, tanti anni fa, quando insegnavo lettere.
Lo avevo letto a voce alta ad un gruppo di quattordicenni spesso refrattari alla lettura, ma ascoltatatori attenti. L’ho ripreso in mano su suggerimento di Agata per un progetto dedicato ad una biblioteca di scienze e la lettura è stata una straordinaria rivelazione. Tanti racconti, ventuno per l’esattezza, che hanno come titoli altrettanti elementi chimici. Nel libro Primo Levi apre la porta della sua vita: una vita in cui la chimica incontra la storia, quella personale e quella collettiva, di un’Italia provata dal fascismo, di un popolo alle prese con una guerra mondiale, con le leggi razziali.
Nel libro c’è la passione per le formule, ci sono le combinazioni tra i diversi elementi, ci sono gli incontri con uomini che entrano nella storia, consapevoli di dover dare in cambio la loro vita.
I racconti di Levi sono potenti, meravigliosi per la lingua, a volte carichi di dolore, a volte ironici e pungenti. Sono speciali storie di formazione, esperienze capaci di traghettare verso l’età adulta, storie che chiedono di essere lette, come tutte le buone storie.
“Siamo chimici, cioè cacciatori: nostre sono –le due esperienze della vita adulta- di cui parlava Pavese, il successo e l’insuccesso, uccidere la balena bianca o sfasciare la nave; non ci si deve arrendere alla materia incomprensibile, non ci si deve sedere…”
Silvana Sola