Una storia russa

È stata una piacevole sorpresa trovare nei tascabili ragazzi di Giunti editore un romanzo russo contemporaneo al prezzo di sei euro meno dieci centesimi.
Scritto a quattro mani, il racconto si sviluppa in montaggio alternanto, in parte ambientanto nel 1980 e in parte nel 2018. Quanti cambiamenti! Politicili, sociali, tecnologici. Cosa resta costante? Al lettore la sorpresa. Mi incuriosiscono i due autori. Chiederò ad amici che conoscono la lingua russa.
Mi diverte scoprire che Andrej Zhvalevskij, nato in Bielorussia nel 1967, ha firmato un libro dal titolo Porry Hatter e il filosofo di pietra, parodia del celebre romanzo inglese.
Lo ha fatto nel 2002, insieme a Igor Mytko, a noi sconosciuto.
Tutto può cambiare  è popolato di riferimenti letterari, da La macchina del tempo, a I tre Moschettieri. Si leggevano nel 1980, insieme a tanta letteratura “eroica”.
Nel 2018 si legge meno, dicono gli autori, anche se si traducono molte opere straniere.
In questi giorni molti giornali hanno riportato la notizia del calo delle librerie in Russia.
Non ricordo i numeri a memoria ma ricordo l’impressione che ne ho ricevuto; un calo clamoroso. Da tempo cerco di informarmi sull’andamento dell’editoria russa per ragazzi. È molto difficile avere notizie. Su Zazie abbiamo recensito un romanzo russo che Beatrice Masini volle in Rizzoli. Beatrice è tradotta in russo, pubblicata dalla casa editrice Samokat, che gli Americani hanno premiato per il coraggio di aver affrontato tematiche omosessuali. Sono davvero molto contenta per il bel lavoro che la casa editrice di Firenze sta facendo: fra letterature mondiali e recuperi, buoni libri a prezzi contenuti. Una efficace strategia di promozione della lettura.

Grazia Gotti