C’è un’aria dickensiana che pervade la letteratura per i grandi e che rimette l’orfano al centro del racconto.
L’ultimo titolo arrivato in libreria a cura di Einaudi è francese ed è opera di invenzione di Pierre Chazal, classe 1977, al suo primo romanzo. Lille e dintorni, primi anni Novanta, riferimenti musicali precisi, Cure, Depeche Mode, tossicodipendenza, case occupate, morti e bambini. Dell’orfano Marcus si prenderà cura un amico della madre, Pierrot, un giovane ambulante che vende ortaggi nei mercati della zona.

Poco prima era arrivato in libreria l’orfano Roderick Duddle, di Miche Mari (favorito al Campiello), figlio di una prostituta dell’Orca Rossa, locanda-bordello.

Gli echi dei libri per ragazzi si sentono in entrambi i romanzi, anzi mi pare di poter dire che la letteratura per ragazzi, i libri per i piccoli, i fumetti, siano una linfa vitale dichiarata espressamente dagli autori. Chazal cita Yok Yok, penso la saga di Etienne Delessert e Tintin e fa dire a Pierrot: “Sarà lui a deciderlo, se è roba antiquata. Io ogni tanto mi rileggo dei vecchi Tintin. E penso che saranno pure una cagata ma averne, oggi, di roba del genere!“.

Per Michele Mari la citazione è affettiva e perentoria: “Niente affatto signore, mia madre si chiama Iela Mari, e non ha mai lavorato all’Oca Rossa. È l’autrice dei più bei libri per bambini che siano mai stati creati in Italia, sapete?“. Non tutti lo sanno e augurando a Mari di vincere il Campiello ci auguriamo anche che tanti lettori li scoprano, quei bei libri, cercandoli sugli scaffali delle tantissime e belle librerie per bambini italiane, dove giovani librai possono consigliare anche buoni libri per adulti.

Grazia Gotti