Una nuova scrittrice

Paola Predicatori é nata a Senigallia e vive a Milano. Lavora nel mondo dell’editoria e questo é il suo primo romanzo. In rete sono apparse alcune interviste e brevi recensioni di Il mio inverno a Zerolandia, pubblicato da Rizzoli. Se la stampa nazionale dedicasse maggior attenzione alla letteratura per ragazzi ed esistesse una rubrica dedicata agli esordienti, Paola Predicatori meriterebbe un’attenzione speciale. Quando si scrive esordienti, chissà perché, si pensa ad autori giovani. A mio parere Paola é una donna grande, saggia, indipendentemente dalla sua età, perché é passata attraverso l’esperienza del dolore ed é maturata tanto da affrontare questo tema anche con la scrittura per restituircelo perfettamente lavorato, cesellato, con superfici ruvide accanto a quelle piú levigate.
Gli occhi di questa donna saggia guardano l’adolescenza, la scrutano in profondità, senza mai, nemmeno per un attimo, allontanarsi da essa. Non si prendono distanze da quell’età tanto misteriosa e oscura che noi adulti abbiamo attraversato, perdendoci fra il rumore di fondo della vita o salvandoci in luoghi come Zerolandia. Una bellissima lettura per gli adolescenti, che ha regalato ad una sessantenne, lettrice per mestiere di tanti romanzi Young Adult, un pomeriggio intenso, bagnato dalle lacrime e gioioso per la felice scoperta.
Sono riconoscibili, e anche citati, i grandi romanzi che vedono protagonisti gli adolescenti, sono evocate le loro voci e ció concorre a creare un’atmosfera, un particolare mood.
Il rumore del mare, i silenzi, le parole obbligate, gli esami, il dolore, qualcosa di nuovo, per Alessandra, la protagonista, un percorso di formazione che prende forma in condizioni durissime come quella della perdita della madre. Il suo universo al femminile offre piú sponde: la nonna, le amiche della mamma, donne grandi che la proteggono e l’aiutano da un lato, e le coetanee dall’altro, viste dagli occhi di Alessandra come impossibili riferimenti umani e culturali.
Poi ci sono i ragazzi, e fra questi Zero, quello in disparte, fuori dal branco.
Grazia Gotti