Una grande domanda per una Storia piccola

L’albo illustrato Storia piccola mi ha suscitato sin dal primo giorno qualche perplessità.
Colpita dalla bellissima copertina disegnata da Alicia Baladan, al suo arrivo in libreria, l’ho messo da parte per Zazie. Alla fine della lettura  del testo e delle immagini mi sono soffermata su una pagina di testo e sull’immagine a seguito.
Mi sono messa dalla parte del bambino lettore e ho immaginato che due cavalli, uno bianco e uno pezzato, avrei potuto immaginarli se non avessi avuto l’immagine a fianco, che, invece, presenta due cavalli colorati, né bianchi né pezzati. Ritornando con la memoria alle infinite domande che i bambini fanno mentre si leggono loro le storie, mi sono chiesta come avrei risposto io alla domanda suscitata dalla “incongruenza”.
Le mie risposte sono, diciamo così, private, così ho deciso di non parlare del libro, anche se non sono riuscita a non porre la domanda in molte sedi, specie quelle che mi hanno dato l’occasione di vedere riunite persone, educatrici, insegnanti, che frequentano i bambini. Le persone a me più vicine hanno molto apprezzato il libro e questo è per me un elemento importante. Ho poi pensato che sarebbe bastato togliere “uno bianco, uno pezzato nel testo”, e tutto sarebbe andato liscio. La settimana scorsa, una insegnante di scuola dell’infanzia, ignara delle mie perplessità, ha raccontato un aneddoto circa la lettura del libro da lei scelto perché ritenuto “bellissimo”. Un bambino di cinque anni ha detto la sua, come nella famosa storia dell’Imperatore e ha commentato che i cavalli sono “sbagliati”. Ho sorriso e ho chiesto all’insegnante quali erano state le sue risposte. Ciascuno ha le proprie, di domande e di risposte, noi adulti e i bambini.

Grazia Gotti