Una centrale elettrica da visitare, un libro da scoprire

Domenica ho scoperto che Ligonchio non è più un comune a sé, ma assieme ad altri tre municipi, dal primo gennaio 2016, è diventato Ventasso. Cambia l’amata geografia e devo velocemente aggiornare le mie cartine mentali.
Ma Ligonchio esiste: dentro al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra le valli dell’Ozola e del Secchia, con boschi di faggio e di castagno, portali di pietra, antichi oratori e ricordi vivi della Seconda Guerra Mondiale.
A Ligonchio c’è una centrale idroelettrica. Bellissimo esempio di architettura industriale che guarda all’Art Nouveau, meravigliosamente conservato, salvato dai partigiani della 145° Brigata Garibaldi assieme agli abitanti, dagli attacchi tedeschi.
La centrale ospita, dal 2009, l’ Atelier delle Acque e delle Energie che vede insieme le municipalità, il Parco, le Università di Modena e Reggio Emilia, l’Enel, Reggio Children.
Domenica pomeriggio, nel silenzio delle valli turbate da un forte temporale, i bambini vivevano l’esperienza di Onda in Onda. All’interno del campo base, situato nelle sale della Centrale, erano inviati a entrare nel mondo delle acque, ad ascoltare, a guardare, a provare.
Un’occasione esperenziale per chi non si trova sul più alto paese dell’Appenninmo Tosco Emiliano è quella contenuta nel libro La grande avventura dell’acqua, in catalogo per DeAgostini.
Un libro attivo che parla di acqua dolce, di condensa, di molecole, di precipitazioni.
Una riflessione sull’acqua con alette, ruote e parti pop-up: dalle acque del nostro corpo a quelle delle rete urbana, dalle acque che scendono dal cielo a quelle dei ghiacciai, dai fiumi ai gavettoni del Kentucky.

Silvana Sola