Un usignolo tra fiori e cavoli

La ventitreesima perla che si inanella nella collana “i cavoli a merenda” nel catalogo Adelphi è Il segreto dell’usignolo, uscito l’anno scorso in casa De Eenhoorn, nella riscrittura barocca di Peter Verhelst. Il racconto è una ripresa della classica fiaba di Hans Christian Andersen, la storia dell’imperatore cinese nel cui immenso e splendido giardino si trova un piccolo e insignificante usignolo dalla voce straordinaria. In questa versione della fiaba, che allo scrittore fu ispirata nel 1845 dalla cantante svedese Jenny Lind, abbondano gli aggettivi: sterminati i giardini, grigi gli usignoli, agili le sguattere, magnifiche le voci, perfetti gli automi…

Al contrario i colori del fiammingo Carll Cneut che fin dalla prima tavola ci sommerge di gialli, rossi, blu e verdi nella loro gamma più fredda, sono a volte scuri e cupi, come cupissimo è il favoloso giardino imperiale. I personaggi, la bambina, il camerlengo, l’imperatore, sono lividi e statici. Queste figure rimandano a Schiele, esprimono tormento, assenza di gioia.
Un libro che molti ameranno come già hanno apprezzato dello stesso illustratore le altre cinque perle de “i cavoli a merenda”: il dolce Cuore di Carta, la misteriosa Greta la matta, il divertente Mostro, non mangiarmi!, il coloratissimo Un milione di farfalle e la tenerissima La meravigliosa storia d’amore di Mr Morf.
Grazia Gotti – David Tolin
Immagini: Carll Cneut, La meravigliosa storia d’amore di Mr Morf, Adelphi, 2004; Carll Cneut, Mijnheer Ferdinand, De Eenhoorn, 2004