“(…) in tutta quella fretta una delle scarpette di vetro le scivolò dal piede senza che lei nemmeno si fosse accorta di averla persa…” La campana è già al sesto rintocco e Cenerentola non ha ancora raggiunto la sua carrozza: il seguito è noto. Il testo citato è tratto da una scrittura della famosa fiaba di Perrault che porta il nome di Charles Evans. Una bellisima edizione, uscita per i tipi di Donzelli, con le illustrazioni di Arthur Rackam, artista illustratore inglese che associò il suo segno unico a molti classici della letteratura per ragazzi. Meno note sono invece le versioni di altre Cenerentole, raccolte e raccontate da Vinicio Ongini in Le altre Cenerentole il giro del mondo in 80 scarpe, pubblicato da Sinnos editrice.C’è sempre una bellissima giovinetta vessata, c’è una matrigna arcigna, dispotica, sorellastre prepotenti, perfide, c’è sempre una scarpetta, che cambia aspetto a seconda del luogo in cui la fiaba è ambientata. Si parla di sandali nella versione cinese e vietnamita, sarà una preziosa babbuccia quella dimenticata da Mara/Cenerentola e raccontata nelle fiabe dei Balcani, sono zoccoletti d’oro quelli che ci arrivano dal mondo arabo. Dall’isola dei nuraghi una Cenerentola diversa dalle altre, si chiama Ottighitta, diverse le prove da superare per giungere all’happy end finale, diversa la scarpa, tutta fatta di sughero.

A Chiara Carrer è stato affidato il compito di illustrare il libro, di rendere visibili tutte le scarpette dichiarate nelle fiabe e molte altre viste e immaginate. Un bellissimo percorso tra calzari, una storia delle calzatura che viaggia tra Oriente e Occidente, un ricco catalogo di scarpe possibili indossate da Cenerentole dai capelli neri, lunghi e lisci, da altre con il turbante, da altre ancora bionde, castane, riccie, ondulate, con i capelli al vento o celati dentro a copricapi di foggie strane.
Un percorso interculturale, un modo, non forzoso, di raccontare geografie, contenuti, differenze e analogie, di fare, come ci suggerisce Vinicio, un giro del mondo in 80 scarpe.
“La più antica versione di Cenerentola, fra quelle conosciute, venne redatta da un dotto funzionario cinese che si chiamava Tuang Ch’eng-Shih (…) quasi 900 anni prima che facesse i primi passi la Cenerentola francese dalle scarpette di vetro…”

Silvana Sola