Un bambino destinato a una vita avventurosa

La prima tavola di Peter Sis per il  libro dedicato alla vita di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicato da Adelphi,  raffigura la cartina della Francia, priva di qualsiasi indicazione fisica o politica, con al  centro un neonato con le ali. Destino? Poi il racconto si sviluppa allargando al contesto storico, sociale e culturale e zoommando sulla figura della mamma, che già alla seconda pagina del libro è mostrata accanto al lettino del piccolo Antoine, intenta a leggere. Alla terza, il fanciullo dai capelli d’oro, orfano del babbo, legge già da solo e si domanda, suggerisce Sis, dove può essere il papà. Intorno a lui il fratello e le sorelle, una grande casa, circondata di prati e giardini. A quel tempo nel cielo francese volano strani uccelli, mandando in visibilio migliaia di spettatori e per Antoine ha inizio una passione, quella per il volo, che diventerà il nucleo intorno al quale prenderà forma la sua esistenza e la sua scrittura. Il bellissimo lavoro di Peter Sis procede così, fra storia personale e storia del volo, le tavole si affollano di dettagli, di grandi spazi, di terra e di cielo, di colori, di scene di guerra. Il mondo che ha visto il pilota in volo appare agli occhi del lettore nell’immediatezza delle immagini. Il fuoco della guerra è reso con straordinaria efficacia e smuove un sentimento di dolore, anche pensando agli attacchi di questi giorni. Chiuso l’albo illustrato, piena di ammirazione per il grande illustratore europeo che ha scelto l’America per vivere in un paese libero, così come Saint-Exupéry raggiunse New York per non rimanere nella Francia soggiogata dai tedeschi, riprendo in mano Il piccolo principe che non leggevo da tempo. Non ricordavo che l’edizione tascabile contenesse una introduzione  di Nico Orengo, e mi ha fatto molto piacere ritrovare la prosa di questo scrittore che amava i libri per bambini. Finita la rilettura mi è venuta la curiosità di saperne di più della mamma di Antoine. Un bel libro sulla sua lunga vita, se non esiste, andrebbe scritto al più presto, dedicandosi anche alla ricerca dei suoi quadri. Antoine, quando pensò al bambino dai capelli d’oro si comprò degli acquerelli.

Grazia Gotti