Tredici fotografie, da un album di famiglia, raccontano la Storia

La quarta di copertina del bel romanzo Fuori fuoco, scritto da Chiara Carminati per i tipi di Bompiani,  recita così:                    
“ La guerra la fanno gli uomini, ma la perdono le donne”.
Fuori fuoco racconta la Prima Guerra Mondiale attraverso gli occhi di una ragazzina, Jolanda, per tutti Jole o pajute, racconta di un conflitto accolto inizialmente con gioia, anche se la la dichiarazione di guerra alla Serbia obbliga la protagonista a lasciare, assieme alla sua famiglia, l’Austria. Immigrati indesiderati. Lo sguardo di Jole, i suoi pensieri, le sue azioni, ci accompagnano in una sorta di diario di vita che combina parole a fotografie fuori fuoco, o meglio apparentemente vuote, senza immagini. Fotografie da leggere attraverso le didascalie, fotografie che sono parte integrante della storia, testimoni attenti e veritieri della vita che scorre. Fotografie e parole che ci portano a vedere, che ci fanno sentire in quei luoghi, che ci conducono dalla campagna friuliana a Udine e poi a Grado. Fuori fuoco è una storia di donne in guerra, lontane dalle trincee, dai fiumi diventati cimiteri galleggianti, donne che subiscono, che combattono, che non si arrendono mai, donne che piangono morti, ma che hanno mani giuste per aiutare chi sta venendo al mondo.
Chiara Carminati ha una lingua che crea visioni, che emoziona, che crea intrecci, perché “le storie nascono dalle storie. In quella di Jole si ritrovano, a mosaico, gli echi di tante vite vissute…”.
Silvana Sola