Tomi

Ungerer, pluridecorato al merito per ragioni artistiche e culturali, è nato in Alsazia nel 1931.
Rimasto orfano all’età di quattro anni e trovandosi scolaro in Alsazia al tempo dell’annessione, cresce con un solo genitore ma con due lingue e due culture. Definito dai professori “ostinatamente perverso e individualista sovversivo”, a vent’anni è nel corpo francese in Algeria. Dopo un anno si iscrive alla scuola municipale di arti decorative di Strasburgo ma, di lì a poco, è gentilmente invitato ad andarsene.
Frequenta con assiduità i centri culturali americani e viaggia in autostop: Islanda, Norvegia, Iugoslavia Grecia. Si imbarca sulle navi da carico mentre, fra un viaggio e l’altro, lavora come vetrinista e pubblicitario per piccolo compagnie locali. Nel 1956 con 60 dollari in tasca è a New York dove presto incontra la più importante editor di quei tempi, Ursula Nordstrom, che gli pubblica il primo libro per bambini, The Mellopos go Flying. Per l’irrequieto ragazzo ha inizio un seccesso ininterrotto, non solo nell’ambito dei libri per bambini, campo che lascerà per molti anni e che ritornerà a frequentare solo in anni recenti. Bisogna ricominciare dai Mellopos, una serie che Garzanti aveva pubblicato in cofanetto, e seguire passo passo la strabilinate produzione di questo genio del segno dal cuore tanto grande capace di irradiare un calore umano di portata “sovraumana”.

A ottantanni pubblica un libro di aforismi in tedesco, pubblica libri per bambini con la zurighese Diogens, prepara un blog, è su facebook e twitter, ha donato tutti i suoi disegni alla città di Strasburgo che gli ha dedicato un Museo dell’illustrazione, uno fra i più importanti del mondo. Grande merito alla giovane casa editrice milanese Il gioco di leggere che ha recentemente pubblicato due albi, uno del 1971 e l’altro del 2009.
Altri suoi titoli sono pubblicati da Nord Sud. Un tempo erano tutti in Mondadori. Sembra che la casa editrice di proprietà del Presidente del Consiglio abbia messo in atto una sistematica cancellazione dei migliori libri per bambini. Chissà perché?
Grazia Gotti