Tolstoj, l’uomo, la terra e la cupidigia

Lev Tolstoj aveva scritto nel 1885 un racconto che narrava la storia di Pachòm, un contadino ossessionato dal possesso della terra.
Il racconto ora è il testo di un albo illustrato pubblicato dall’editore Thierry Magnier, in catalogo da Orecchio Acerbo per l’edizione italiana, nella bella traduzione di Paolo Cesari, con il titolo Quanta terra serve a un uomo?.
Pachòm vive con moglie e figli nella Siberia Orientale, lavora e il suo lavoro permette di mantenere onorevolmente la famiglia.
Ma il suo appezzamento di terra gli pare ogni giorno sempre più piccolo e quando sente raccontare di luoghi in cui i terreni sono straordinariamente fertili o particolarmente a buon mercato, si mette in viaggio.
Un viaggio che lo porta, famiglia appresso, lontano. Nuove terre, spazi più ampi da coltivare, ottimi raccolti.
Ma il desiderio di avere ancora di più non si placa e il viaggio continua inseguendo parole e immagini.
L’ambizione e l’aspirazione a possedere annebbiano la sua mente, e schiavo di un sogno, si ritrova a compiere gesti superiori alle sue forze.
Le parole di Tolstoj rinascono nella narrazione firmata dalla scrittrice francese Annelise Heurtier (che ora vive in Tahiti) e nelle illustrazioni di Raphaël Urwiller, trent’anni, nato a Salisburgo, abile interprete di diversi linguaggi visivi. 
Raffinato cultore del colore, della tecnica capace di aggiungere forza espressiva al testo, Urwiller condivide con la compagna Mayumi Otero il progetto Icinori, una piccola casa editrice, uno spazio di sperimentazione e di ricerca tra serigrafia, forma e carta.

Silvana Sola