There is work to be done

Un articolo dello scrittore americano Walter Dean Meyers, apparso sul New York Times due mesi fa, commentava uno studio a proposito della rara presenza di bambini di colore nella letteratura per ragazzi. L’articolo termina con la frase “There is work to be done”. Lo penso anch’io e da tempo, da quando ho cominciato ad occuparmi di libri per ragazzi.
Considerando che il 40% dei ragazzi che frequentano la scuola pubblica sono neri e latinos, la letteratura, così come i libri con figure, non prestano loro una grande attenzione.
L’articolo di Meyers ė molto bello, come a me parve molto bello il romanzo Bang! della scrittrice nera Sharon Flake, pubblicato da Giannino Stoppani edizioni nel 2006, con traduzione di Alessandra Valtieri. Si sono pubblicati libri sulla schiavitù, sui diritti civili, ma libri sulla vita nelle comunità nere dei giorni nostri non ne appaiono, così come non appaiono le classi più povere nelle letterature in generale, questo sostiene Meyers. 
Sarebbe bello se qualche editore traducesse Meyers e facesse conoscere anche l’opera pittorica di suo figlio, Christopher. Sarebbe anche bello incontrare alla fiera di Bologna, fra gli stand americani, qualche editor dalla pelle scura. In tanti anni mi è capitato una sola volta. 
Sì, c’è veramente tanto lavoro da fare, a cominciare dall’aiutare i ragazzi poveri che non leggono ad avvicinarsi ai libri. Meyers racconta che per lui furono la salvezza; li leggeva a Central Park, seduto per delle intere mattine, invece di andare a scuola. 

Grazia Gotti