Ultimi giorni prima di cominciare il nuovo master. Gli scatoloni addossati alle pareti del lungo corridoio dell’Accademia Drosselmeier cominciano a diminuire. Il libri ritrovano posto sugli scaffali e sistemarli vuol dire sfogliarli, leggerli, rileggerli. Perché mi interessava Mary Azarian? Avevo qualche progetto? Non ricordo, ma so bene quanto sia difficile essere ascoltati dall’editore bostoniano Houghton Mifflin. Dopo anni di segreteria del Bologna Ragazzi Award, nonostante i ripetuti inviti e sollecitazioni, questo editore importante, che in Fiera non frequenta il collettivo americano, composto di newyorkesi, ancora fatico a ricevere i libri per  il premio. Mary Azarian vive nel Vermont, dove viveva Wilson Bentley, il fotografo della neve. Con il libro a lui dedicato Mary si aggiudicò là Caldecott Medal nel 1999. Dopo sono venuti tanti altri libri, tutti molto belli.
Ora ricordo il progetto: una mostra di illustrazione dal titolo Tecniche, idea che ancora abita la mia mente. Un sogno ad occhi aperti: un’architettura industriale dismessa piena di tavoli e strumenti per riprodurre immagini, tecniche diverse perchè l’Arte non è disgiunta dalla tecnica come bene scrisse Dino Formaggio, personaggio da ristudiare.
Questa singolare figura scrisse Fenomenologia della tecnica artistica, pubblicato nel 1953. Se qualcuno vuole unirsi a me, sono pronta per mostrare meraviglie xilografiche, litografiche, libri che utilizzano i tessuti e i ricami…insomma Tecniche, una mostra per il futuro. Una mostra laboratorio per adulti e ragazzi.

Grazia Gotti