Storie di reti

Sabato a Napoli c’era il sole e un forte vento di tramontana agitava gli striscioni appesi sulla facciata del PAN – Palazzo delle Arti.
Nelle sale del museo una serie di iniziative in ricordo di Gianni Rodari.
Un evento composito che affianca agli illustrati che tra il 1990 e il 2000 hanno dato corpo, con le loro figure, alle parole di Gianni Rodari, raccolti nella mostra “Rodari Fullcolor”, nata a Bologna lo scorso anno, poi approdata a Parigi e pronta, dopo Napoli per altre geografie, opere tridimensionali, burattini, pagine del “Pioniere”, manifesti, scritti usciti dagli archivi, nuove immagini realizzate sulle poesie e filastrocche del favoloso Gianni appositamente per l’iniziativa Essere o apparire? in una sezione titolata Il gioco dei se.Al tavolo il saluto emozionato ed emozionante di Maria Teresa Ferretti, vedova Rodari, semplice e schiva capace di far sentire la vitalità del compagno della sua vita, poi Pino Boero, che a Rodari ha dedicato studi, opere, ricerche e attenzioni, impegnato a delineare la complessità della figura di Rodari, intellettuale, pedagogo e letterato.Lo ricorda come “maestro di scuola” invece Mario Di Rienzo, che dirige il Centro Studi Rodari di Orvieto, ne sottolinea l’impegno civile.
Tira le fila Donatella Trotta, per l’associazione Kolibrì, abilissima a tessere reti di parole e di fatti che informa della nascita di un coordinamento campano che unisce realtà diverse attive nel nome di Gianni Rodari.
Saluta una sala gremita da adulti e bambini Rosa Russo Jervolino, con un ricordo rodariano che fonde il privato di madre e nonna con il pubblico di primo cittadino.Le sale si animano, le persone sono attente, curiose, passano dagli originali di Altan, Anna Laura Cantone, Federico Maggioni e tanti altri in catalogo per El, Einaudi Ragazzi, Emme, alle illustrazioni di Paolo Domeniconi che ha colto il lato amaro e di denuncia di Rodari in un’immagine che dichiara che ci sono rimaste solo parole per fare rumore, e alle sculture di carta di Fabrizio Silei che rende tridimensionali i colori dei mestieri.
Anche la Stefi di Grazia Nidasio trova la sua collocazione in questa rete e si sistema accanto a Rodari con i suoi fumetti.
Arriva, da Trieste, negli spazi del museo, la copia staffetta della ristampa aggiornata, in altra veste, dell’importante lavoro di Pino Boero, Una storia, tante storie, Einaudi Ragazzi, preziosa guida all’opera di Gianni Rodari, a giorni sugli scaffali della libreria.
C’è un grande calore, il gradevole senso della condivisione, il piacere dello scambio.Ci si saluta, si fissano i prossimi appuntamenti: quello con le immagini per la mostra “La Grammatica delle figure” che si inaugurerà in occasione della Bologna Children’s Book Fair, ormai alle porte, quello con le parole discusse e tradotte, sempre nei giorni e negli spazi della Fiera e quello con un Rodari tutto da leggere ed ascoltare che si muoverà tra le biblioteche di Bologna e Provincia nel programma di Fieri di Leggere.
Silvana Sola


Rodari Fullcolor. Illustratori italiani 1990_2009, a cura di Giannino Stoppani Cooperativa Culturale, Giannino Stoppani Edizion, 2009
Immagine: Vittoria Facchini, Uno e sette, Emme edizioni, 2004