Sotto falso nome

Eva Ibbotson nasce in Austria, nel 1925, con il nome di Maria Charlotte Michelle Wiesner. Trascorre parte della sua infanzia a Vienna poi si traferisce in Gran Bretagna, poco prima dell’ascesa di Hitler al potere, per seguire il padre che ha ottenuto un incarico all’Università di Edimburgo. E la Gran Bretagna diventa la sua seconda patria.
Sposa un naturalista conosciuto a Cambridge, che nascondeva sotto il letto un formicaio, si appassiona alla lingua inglese e scrive i suoi romanzi nella nuova lingua.
I libri per ragazzi di Eva Ibbotson, presenti nel catalogo dell’editore Salani, sono un’esperienza di lettura davvero unica.
Giovani orfane, parenti rapaci, finte e avide madri, governanti severe, contesse russe celate sotto false vesti, principi che combattono per la libertà: i suoi romanzi sono avvincenti, appassionano, stupiscono.
Amicizia, amore, etica, rispetto, suspance, invito alla riflessione, imprevisto, paura, diventano elementi indispensabili per la costruizione di abile intreccio narrativo perchè come ci ricorda Teresa Buongiorno Eva Ibbotson ha il dono di raccontare cose inverosimili rendendole plausibili, cose orrende rendendole affascinanti e di trasformare il più tenero dei rosa in un horror surreale.
Suggerisco tre titoli, usciti per i tipi di Salani, per avvicinarsi all’opera di Eva Ibbotson: Fantasmi sotto sfratto, nuovo titolo per un libro uscito per la prima volta in Italia, presso la casa editrice Piccoli, alla fine degli anni ’80, in una collana titolata T.Agers
Trappola sul fiume mare. Viaggio in Amazzonia, un bel romanzo che racconta storie di coloni, sul Rio delle Amazzoni, tra fine ‘800 e inizio ‘900.
Lo specchio delle libellule, un libro sulla “resistenza” ai regimi totalitari, tra amore e amicizia, vita e morte.
Silvana Sola