Soffiava, spariva, appariva e di nuovo spariva

Alessandro Riccioni è un poeta.

È un poeta sempre: quando traduce, quando accoglie le persone in biblioteca, quando organizza eventi culturali, quando affascina bambini, ragazzi e adulti con la sua speciale arte affabulatoria.

È un poeta quando mette in fila parole, quando intreccia storie che fanno volare in alto i pensieri.
Volano i pensieri, si fermano gli occhi allenati a cogliere la sapiente lievità delle immagini nel libro titolato Il vento, in catalogo per Il leone verde.
Scritto da Alessandro Riccioni, illustrato da Simone Rea, l’albo si diverte a creare scompiglio nelle pagine e ad evitare la noia al lettore.
Il vento bizzoso muove le nuvole, gli alberi, le foglie e porta in giro cappelli di foggia diversa.
Il vento entra nelle vie della città, scompiglia le idee, modifica i gesti delle persone.
C’è qualcuno che può cambiare il disegno del vento?
Scrive di questo Alessandro Riccioni che domani a Fano saprà coniugare lettura e legalità, diritto e libera espressione, e farà volare alte le parole come nel bellissimo racconto “Falco”, raccolto in Nome di battaglia Provvisorio, l’antologia che narra la Resistenza ai ragazzi.



Silvana Sola