Sharazad a Mosca

Il lettore fedele di Zazienews non ha avuto molte occasioni di leggere post dedicati alla letteratura russa.
La Madre Russia è protagonista di alcuni romanzi, ma resta lontana e remota nonostante il Muro sia crollato da un tempo più che bastevole per leggere e tradurre.
La notizia che la casa editrice Samokat stia traducendo Bambini del bosco di Beatrice Masini fa pensare che le relazioni porteranno nuove occasioni.
Pensavo a queste cose osservando le foto e i servizi televisivi dedicati ai Grandi della Terra, riuniti ieri in Irlanda, e seguivo Putin, mai sorridente, sempre raccolto in se stesso, poco incline a rivolgere la parola al suo vicino. Con il suo compagno di giochi Berlusconi sembrava più a suo agio.
Dopo la tv mi sono messa a leggere un piccolo libro che misteriosamente mi sono trovata sul tavolo. Non avevo nessuna intenzione deliberata di leggere Ljudmila Petrusevskaja, ma a volte succede di leggere qualcosa di inaspettato, un libro sugli scaffali da anni che si è fatto strada in modo misterioso. Favole dopo le favole, pubblicato da Il Nuovo Melangolo, contiene tredici storie: Pollo, Una Ghirlanda di uccellini, La ragazza naso, La cura di Vasilij, La gobba del cammello, Il gatto che sapeva cantare, L’orologio sveglia, Il maestro artigiano, La valigia delle cose da niente, Il coleottero d’acqua, Le teiere bianche, Il padre, La rosa.
La fiaba, come le “byline” e le saghe, deve essere composta in presenza degli ascoltatori, afferma la narratrice russa che in appendice al volumetto Favole dopo le favole spiega che è stata la sua attività di madre a trasformarla in una Sherazade, sottilineando che la sua esperienza va ben oltre le mille e una notte. In realtà se si considerano i pomeriggi, le sere, i viaggi di una intera infanzia…
Infatti la matrice orale di molti suoi racconti è riconoscibilissima. Ma le sue parole si adattano perfettamente anche alla pagina, e invitano a nozze le figure.

Due storie della prima raccolta ora sono custodite in splendidi albi illustrati, pubblicati da Orecchio Acerbo. Dopo un inatteso intermezzo russo, la serata continua su altre pagine. Mi sono fatta l’idea che Putin non ami Ljudmila e che, favole o no, la manderebbe a morte.

Grazia Gotti