Se non ci fosse l’atletica, lo sport forse non esisterebbe. E’ la base, la radice, le fondamenta su cui  si è costruito l’attuale grattacielo. Il blocco di partenza, per restare nel linguaggio specifico di quella disciplina. Il big bang dal quale tutto ha preso le mosse. Fa bene ricordarlo a chi lo avesse dimenticato. Non a caso, lo stàdion fu la prima e unica gara della prima Olimpiade, nel 776 a.C. e rimase così fino alla 18esima edizione, nel 708 a.C. quando si aggiunsero la lotta e il pentathlon. All’esordio vinse, secondo la tradizione, un certo Koroibos, che di professione faceva il cuoco. Lo stàdion si correva su una misura lineare corrispondente a 600 passi greci (192 metri e 27 centimetri), per la quale ci si era ispirati, secondo il mito, alle orme lasciate dal piede di Ercole. Spesso è la sola competizione per la quale è stato tramandato il nome del vincitore. Questo fino alla 254esima edizione, nel 237 d.C. Dopo di allora, sempre non a caso, l’Olimpiade remota prese la strada della decadenza. Dunque, l’atletica come prima genitrice dello sport contemporaneo. Del resto, basterebbe osservare con occhio indagatore i movimenti dei campioni attuali per scorgere l’uomo antico e fare così un balzo di millenni indietro nel tempo. L’uomo delle caverne correva per sfuggire agli animali che lo avevano scelto come preda; saltava in alto e in lungo per superare un ostacolo; lanciava un ramo appuntito come fosse l’odierno giavellotto per colpire una belva da distanza di sicurezza e poi ricavarne nutrimento; balzava da una pietra all’altra per attraversare un fiume creando in questo modo i presupposti di quello che oggi chiamiamo il salto triplo. Insomma, per farla breve, l’atletica è studio dell’uomo, delle sue origini, della sua evoluzione e della sua storia. Fino a diventare, da esercizio fisico legato alla sopravvivenza, divertimento del corpo o prova di abilità con se stesso e con gli altri…

Con le parole di Marco Franzelli, autore nel catalogo della mostra del pezzo “Se non ci fosse l’atletica”, e le immagini di Giuseppe Palumbo, invitiamo tutti all’inaugurazione di “Sport. Figure e parole dai libri per ragazzi”, che dopo Bologna e Biella approda a Roma, nella manifestazione “Pesi Massimi. Le regole del gioco” organizzata da Teatro Verde, in collaborazione con Roma Capitale e Regione Lazio.
La mostra aprirà i battenti domani, mercoledì 3 dicembre a Villa Pamphilj, Teatro Scuderie Villino Corsini (via San Pancrazio, 10) e sarà visibile fino al 28 gennaio 2015.

La redazione Zazienews