Se la realtà supera l’immaginazione

Un attore legge:
“ Fisso la pagina ma non vedo niente e la sera passa e fa buio (…) poi torno in camera mia e mi sdraio sul letto e il nulla si infittisce, e davvero non sono più me stesso, davvero sono sparito, scomparso da questo mondo, privo di pensieri, di sentimenti, di sensazioni, di sogni, c’è solo il nulla il nulla il nulla il nulla, e poi da questo nulla arriva finalmente la voce. Padrone sono qui.”
I ragazzi, venticinquei, ascoltano attenti: hanno quattordici anni.
Le parole escono dal romanzo Argilla, la lingua di David Almond ritrovata nella bella traduzione di Maurizio Bertocci, echeggia nella stanza di una biblioteca della provincia modenese.
L’attore interrompe la sua lettura: si è creata un’atmosfera di attesa, anche quelli soltamente più refrattari al leggere, vorrebbero andare oltre, sapere.
Ma l’assaggio, forse crudele, è costruito per muovere possibili appettiti di lettura.
Chi vorrà proseguire si troverà dentro ad una storia in cui gli umori hanno il colore della palude, una storia in cui la realtà incontra la follia e il pensare, il dire, il fare, si fondono fino a diventare una nuova lega, pericolosamente concreta.
David Almond nel libro, uscito per i tipi di Salani, racconta l’incredibile.
Racconta di Spehen cacciato dal seminario, dei cherichetti Davie e Geordie, di un luogo in cui la convivenza tra cattolici e protestanti è difficile, di segreti con i quali è difficile convivere, di ragazze e di argilla.
E’ una storia in cui si modellano statuine da presepio e si creano mostri, in cui si racconta la vita e la morte, in cui al reale si contrappone un viaggio onirico, visionario dentro la mente, o meglio, fuori dal corpo.
Indaga Almond, va a fondo, incalza, si immagina il lettore adolescente spaventato dalla possibile noia del “solito” libro e gli offre una storia che bandisce l’ovvio, che gioca sull’incongruo, che va letta con un’attenzione particolare, una storia intima, fatta di complicità e di cambiamento, di bene e di male.
Per leggerlo è obbligatorio bandire la fretta, il frastuono e attivare tutti i recettori.
Silvana Sola