Scomparso

Quattro titoli inaugurano la nuova collana per adolescenti in casa Electa. Cominciamo da Scomparso di Ferdinando Albertazzi, poi, prossimamente, leggeremo anche gli altri. 
Impossibile raccontare la trama, possiamo invece dire quanto sia bravo Albertazzi nella costruzione. I personaggi, anche quelli che entrano in scena per poco più di una comparsata, hanno il sapore dei caratteristi del cinema classico. Il commissario Zanella risuona di tante figure letterarie. Poi ci sono i due protagonisti, Diego e Bobo, due adolescenti. L’ adolescenza  è la protagonista del racconto. L’autore la guarda con vicinanza umana, con comprensione.
Tutti sappiamo che il diventare grandi è un lavoro difficile. 
Bobo, pochi giorni prima di scomparire, aveva detto a Diego: “Viviamo sovraesposti, come le fotografie scattate in controluce, che nascondono il soggetto…”.  La soggettività, l’identità, sono i temi che sostengono tutta la narrazione. La ricerca di un’esistenza naturale, vicina alle nostre inclinazioni e passioni (Bobo ama il cinema mentre a Diego bastano i telefilm guardati in TV o al computer), è la strada che i giovani possono percorrere se non si allontanano da sé, se non si perdono. Perdersi vuol dire far vincere l’abitudine, può voler dire accostarsi alla droga, può significare cercare una ragazza prima di cercare se stessi. C’è chi scompare e non da più notizie di sé, c’è chi non torna da una gita scolastica, penso alle cronache e mi viene da piangere mentre scrivo. Accanto agli adolescenti ci sono i genitori, per Albertazzi figure inadeguate, e gli insegnanti, alcuni dei quali possono incarnare la possibilità di relazione. L’autore recupera la figura degli anziani, dei professori più anziani e dei nonni fra le figure parentali.
È come se volesse dirci che gli adulti di oggi non sono all’altezza. Forse è sempre stato cosí, mi dico cercando consolazione per il senso di inadeguatezza che ha lasciato in me l’ esperienza materna di fronte all’adolescenza del mio amatissimo Bernardo. Un romanzo che dovrebbero leggere i genitori, e che sicuramente i ragazzi apprezzeranno.

Grazia Gotti