Chi legge Zazienews sa che mi occupo principalmente di tutto quello che arriva dal Giappone, romanzi, picture books ed iniziative. La 49esima Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna ha portato con sé, come ogni anno, numerosi eventi paralleli in città, ecco un piccolo reportage.
All’Atelier bolognese Confezioni Paradiso, Yoshiko Noda, in arte Yocci, giapponese trapiantata a Pianoro e conosciuta in Italia per la collaborazione con le Edizioni Corraini e per la rubrica “Giornale Italia” su Internazionale, ci ha presentato un progetto che unisce illustrazione, ricamo e cultura culinaria emiliana. La ricetta dei tortellini, disegnata da Yocci e ricamata da Emanuela Paradiso, ammicava dagli asciugapiatti d’autore esposti nel piccolo negozio pieno di tesori.


Sono invece tutte made in japan le ricette del Menù di Yocci, un imperdibile ricettario nell’inconfondibile stile di Yoshiko, per chi ama figure e cultura culinaria giapponese.

Tutt’altro tipo di mostra al Museo Medievale. Un gruppo di illustratori giapponesi dopo gli eventi di Fukushima che tutti conosciamo, si è interrogato sul ruolo dell’arte di fronte ad un tragico evento di questa portata. Che valore ha l’arte? Come può aiutare in un momento in cui si ha la senzazione che sia tutto futile? Ne è nata From Hand to Hand. Message of 11.3.2011, una mostra organizzata da Nana Furiya e Peter Uchnàr in collaborazione con Bibiana, che raccoglie il lavoro di 56 illustratori fra giapponesi ed europei.

Partendo dal tema “Che tipo di futuro possiamo costruire insieme dopo queste catastrofi?” ogni artista ha espresso la sua personale visione in una tavola creata appositamente per una mostra itinerante che è partita da Bologna, raggiungendo poi Bratislava e Varsavia. Ogni tavola era acquistabile e il ricavato sarà usato per aiutare concretamente le persone colpite dal disastro. Ma questo è solo uno scopo secondario, dice nella prefazione al catalogo il curatore Martin Vanco, l’obiettivo principale attinge al coinvolgimento emotivo degli artisti rispetto a cui l’idea della mostra è una sfida. Per chi è giapponese l’esposizione è un documento, una testimonianza e ha anche il ruolo di avanguardia nella ricerca di un catarsi sociale; per gli artisti europei invece, la sfida risiede nella ricerca di una eifühlung con questo tema, nel tentativo di evitare un opera che risulti un formale gesto di compassione.
Ogni artista ha lasciato un messaggio, sotto forma di cartolina, è possibile vederle e leggerle tutte nel bellissimo catalogo, o ammirarne un’impressione collettiva nelle foto del sito ufficiale. Qui sotto una testimonianza del lavoro di uno degli artisti coinvolti, Makoto Ueda. Formatosi alla Sokei Academy of Fine Art & Design, Ueda è autore di picture books, illustratore freelance e musicista. Ha regalato alla mostra due splendide tavole realizzate con matite colorate e acquerelli, protagonista kitsune, la volpe giapponese, in ascolto della canzone del mattino e poi vagante in una foresta notturna alla ricerca della luce nel volo di due farfalle. Le mie foto non rendono giustizia al suo lavoro, vi rimando quindi alla gallery della mostra.

Per quanto riguarda la Illustrators Exhibition della Fiera, segnalo quest’anno il lavoro di Ayumi Kudo, che nel 2010 si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara dove attualmente vive.
Le sue illustrazioni semplici e delicate sono accompagnate da brevi frasi. Ayumi intinge il pennino nel calamaio, aggiunge un pò di colore, e ci regala piccole poesie di figure e parole.

Ultima curiosità… una foto ricordo con il grande Ryoji Arai, che quest’anno è stato anche membro della giuria per la mostra degli illustratori della Bologna Children’s Book Fair.

Sarà un’estate di studio dopo un anno di intenso lavoro, a novembre partiranno i corsi 2012/2013 dell’Accademia Drosselemeier che anche quest’anno dedica attenzione alla letteratura e all’illustrazione giapponese.
Elena Rambaldi