Ho sognato la luna. 
È apparsa gialla e piena come sulla lavagna dei turni e mi ha detto: 
– Salis, scappa via

Non c’è spedizione spaziale che tenga, la luna continua a tessere dialoghi impossibili, ad accogliere sguardi e domande senza risposta; la prima passeggiata lunare non ne ha consumato la fascinazione e il mistero. E Salis condivide con la luna parte del suo segreto e del suo incanto. 
Salis in fuga è il primo episodio della serie Salisedine, un progetto di ampio respiro che comprende un’applicazione per iPad, un eBook, un’opera lirica (andata in scena, dopo un laboratorio di due settimane per bambini e ragazzi, a giugno nel Piccolo Teatro Studio di Milano) e un albo illustrato (quest’ultimo prenotabile per il momento online).  
Salisedine (“Salis per far prima”) ha quattordici anni e del mondo conosce solo il Campo, la salina in cui vive prigioniera e schiava di creature spaventose, i Cristalli. Ci troviamo in un tempo e in uno spazio sconosciuti, sappiamo solo che, in seguito a una Mutazione, il Mondo Minerale ha preso il sopravvento sugli umani. Nel Campo, Cristallo Maggiore comanda su tutti, poi ci sono i Cristalli Minori e i kapò, umani che, in cambio di qualche privilegio, fanno la guardia o tagliano i capelli degli altri uomini, perché tutti – uomini e donne – devono essere rasati. Salis no, la sua chioma ha in sé un potere sconosciuto a lei stessa, non può essere tagliata come quella di Sansone e ricorda la chioma di Medusa quando, libera dal cappello, i capelli le si rizzano in testa, come un canneto, muovendosi come serpenti. Dopo la morte della madre, Salis fugge, vuole cercare il padre, fuggito a sua volta, anni prima, in cerca di acqua dolce, l’unica arma in grado di vincere i Cristalli. Certamente non è facile fuggire, ma in certe notti, quando la luna piena si ferma per pochissimo tempo, i Cristalli dormono e il sogno di Salis è un invito della stessa luna che non può essere rifiutato. 
Se la serie Salisedine nasce dal desiderio di sperimentare le possibilità offerte da una app, sono i tre protagonisti di questo incontro a dare forza al progetto: la storia e la scrittura di Daniela Morelli, le illustrazioni di Paolo d’Altan e la produzione dello studio Rebelot (di cui fa parte lo stesso d’Altan, insieme a Laura Rota). Le sfide sono tante, in primo luogo quella del supporto multimediale che ha le sue leggi: l’applicazione, per funzionare, deve concentrarsi sulle immagini, i suoni e le animazioni, le parole sono ridotte all’essenziale ma non sono perdute, ritrovando il loro spazio nell’eBook. Una sfida è anche rivolgersi ai lettori pre-adolescenti, più diffidenti rispetto ai bambini a cui pensa più comunemente il mercato delle app; un’ulteriore sfida – non da poco – è l’autoproduzione, con i suoi rischi ma anche con la sua libertà. È difficile non rimanere colpiti dallo sguardo di Salis a cui d’Altan è riuscito a donare un’incredibile forza che conduce al desiderio, per i lettori, di entrare in una storia. A ottobre è prevista l’uscita del secondo episodio della serie per scoprire, insieme a Salis, il mondo fuori dal Campo. 

Enrica Colavero