Roma: diario di un pomeriggio in Biblioteca

Venerdì 23 maggio: il cielo a Roma è grigio, a tratti pericolosamente nero, ogni tanto scende una strana pioggia vischiosa.
E’ il giorno del mio ultimo appuntamento nel calendario delle iniziative promosse in seno alla mostra I nostri anni ’70, mostra allestita al Palazzo delle Esposizioni fino al 20 luglio prossimo.
Un appuntamento che mi ha portato a Tor Tre Teste, lontano dal centro di Roma dove fervono i lavori nelle piazze che si apprestano ad accogliere i comizi di chiusura della campagna elettorale.
Lontano: un viaggio in una città che offre chilometro dopo chilometro un nuovo paesaggio urbano. Accanto a grandi insediamenti, ad insediamenti nuovi, c’è il particolare cemento bianco voluto dall’architetto americano Richard Meier per la parrocchia Dio Padre Misericordioso, c’è il verde, un verde frequentato, vissuto.

Come frequentata e vissuta è la Biblioteca Gianni Rodari che ospita l’incontro, biblioteca che si affaccia su quel verde, che lo fa diventare parte del suo programma culturale.
All’ingresso giovani studenti universitari in pausa dallo studio, poi anziani lettori di giornali, poi genitori con i propri figli, poi frequentatori abituali che cercano il giusto libro da leggere, poi bambini che occupano un grande spazio 0-6 e ragazzi impegnati a viaggiare sulla rete.
Dentro una responsabile di biblioteca competente e appassionata, un pubblico di persone pronte a condividere un viaggio nella pedagogia e nelle figure sistemate sulla mia personale linea del tempo.
Nel pubblico, accanto ad un bibliotecario cantante, c’è Maria Teresa Rodari, testimone di quegli anni e del lavoro “rivoluzionario” del marito, il favoloso Gianni, c’è chi i libri di cui parlo li usa tutti i giorni, chi li sceglie come testi da narrare, chi come pretesto per percorsi artistico-educativi.
Un incontro che attesta la necessità di biblioteche pubbliche vive, luoghi di incontro, di scambio e conoscenza. La necessità di una vera politica dei territori che ne capisca le esigenze, i bisogni, i desideri.

Libri che mi hanno accompagnato nel viaggio:
Dove finisce Roma, il bel libro di Paola Soriga, in catalogo per Einaudi, letto pensando al nuovo percorso dedicato alla Resistenza che sta prendendo forma.
Luca, la luna e il latte, capolavoro di  Maurice Sendak (titolo originale In the night kitchen, in Italia pubblicato da Emme Edizioni nel 1970, riuscito per i tipi di Babalibri) usato come punto di partenza per riflettere su I nostri anni ’70. Un picture book in cui più linguaggi visivi si incontrano, si fondono e si esaltano a vicenda.
Kamillo Kromo di Altan, titolo sempreverde in catalogo per El dal 1978, uno speciale album illustrato che esalta la differenza come risorsa, la diversità
La città romana, un grande esempio di divulgazione architettonica firmato da David Macaulay, libro voluto da Gabriella Armando nel 1978, oggi ancora in catalogo per le Nuove Edizioni Romane.
Silvana Sola