Riscrivere Shakespeare per i fanciulli

Da adolescente non prestavo una grande attenzione a Shakespeare, ed ero all’oscuro dell’esistenza di Charles e Mary Lamb che ai primi dell’Ottocento avevano riscritto commedie e tragedie shakespeariane per fanciulli. Avevo, d’altro canto, mandato a memoria, per obbligo scolastico ma senza fatica, brani in inglese da La tempesta, scoprendo molto in là negli anni che si trattava proprio della versione dei due fratelli. Mary si era presa a cuore le commedie e Charles le tragedie, mentre le figure erano opera di Arthur Rackham. Il lavoro dei fratelli Lamb è ora un classico ed è stato più volte pubblicato da diversi editori.
La rivisitazione e la riscrittura di Shakespeare, in tempi più recenti, è giunta a noi per opera delle Nuove Edizioni Romane che hanno tradotto il lavoro di Leon Garfield (1921-1996) scrittore inglese autore di godibilissimi romanzi per ragazzi.

Per un breve periodo è stata disponiblile l’edizione italiana di un delizioso volume francese, un cofanetto di grande gusto grafico e tipografico illustrato da Joelle Jolivet, presso Fabbri editore. Ora, fresco di stampa, nella collana “Save The Story” appare un Re Lear riscritto da Melania G. Mazzucco e illustrato da Manuela Orciari.

La lettura è molto gradevole e col cuore pieno di speranza posso consigliare la storia del vecchio re e delle sue tre figlie ai preadolescenti che hanno orecchiato il nome un po’ ostico di questo inglese famosissimo che incontreranno a scuola nei manuali.
Grazia Gotti