Rebecca Cobb

Ieri sono stati annunciati i titoli selezionati della Greenaway Medal, lo storico premio che i bibliotecari inglesi assegnano all’albo illustrato. Si contenderanno la medaglia Oliver Jeffers, Jon Klassen ( che combatterà anche contro se stesso), Dave McKean, Olivia Gill, Birgitta Sif e Rebecca Cobb.
I primi, maschi, sono star del mondo dei libri per ragazzi, mentre le signorine rimangono più nell’ombra. Ad esempio Rebeccca Cobb, che io apprezzo molto, paga il suo stare dalla parte dei piccoli romanzi d’infanzia che sono i picture book che vedono i bambini protagonisti, un genere che non sempre appassiona la critica né gli appassionati di figure.

Io continuo a guardare con affetto a questo genere di storie illustrate che trasmettono vicinanza alla vita infantile, ai temi, alle occasioni che  accompagnano la crescita. Mi pare che questo genere di libri si possa considerare una sorta di amico dei  bambini, specie per i tanti che vedo e che non mi sembrano felici, per molti motivi, come genitori immaturi e distratti, oppure troppo presi da loro stessi e incapaci di darsi con generosità, impazienti di aspettare lo sviluppo anche lento della crescita.

Sarà che sono vecchia, sarà che molti miei amici non hanno figli, sarà quel che vedo in libreria o in altri luoghi, ma quando capito dentro un libro per bambini del genere che ho cercato di descrivere, mi sento a mio agio, pronta ad accostarmi ai bambini con qualcosa che ha senso per me e per loro.
La nursery inglese mi pare mantenga le sue radici, ma resta un’isola appartata che poco dialoga con il resto d’Europa. Pensate alla coppia Oxenbury Burningham, hanno tanti libri, ma ben pochi tradotti.
E per quanto tempo il pubblico ha aspettato A caccia con l’orso…chissà perché?

Grazia Gotti