Re, fate, gnomi e giornalisti

Ecco l’ultima segnalazione sul Fiabesco: Il Piccolo Re dei fiori, di Kveta Pacovska, ripubblicato da Nord Sud. Abbiamo molto amato la prima apparizione italiana di questo libro, nell’edizione bianca di Alfredo Stoppa per le edizioni C’era una volta di Pordenone. Alfredo era un libraio appassionato che aveva pubblicato Roberto Innocenti, Lisbeth Zwerger, la prima Octavia Monaco, Giovanni Manna fra gli altri, ora è uno scrittore autore di tanti libri. A Kveta Pacovska abbiamo dedicato una mostra, documentata dal catalogo L’albo illustrato è una galleria d’arte. Altre fiabe interpretate da Kveta sono Cappuccetto Rosso e Hansel e Gretel. Il Piccolo Re dei fiori è una fiaba sull’amore, per grandi e bambini.

Nel congedarci dalle fiabe porgiamo una piccola riflessione su stampa e libri per bambini.
Prendiamo ad esempio La Repubblica che il giorno 5 novembre pubblica un riquadro nella pagina centrale della Cultura per strillare che le fiabe non vanno più di moda. Basandosi sui dati forniti da Liber, il trimestrale d’informazione bibliografica e di orientamento critico di Campi Bisenzio, l’articoletto ribadisce che non ci sono novità e che le fatine contemporanee hanno un nome, quello delle ragazze con le ali, e che il gatto con gli stivali è stato soppiantato da uno stratopico topo.
Qualche giorno prima, il grande quotidiano nazionale aveva dedicato uno spazio rilevante al “fenomeno” del ragazzino creato dal disegnatore sconosciuto che dopo tanti rifiuti ha trovato il successo. Per alimentare il “fenomeno” La Repubblica annunciava il terzo libro della serie in uscita il prossimo febbraio!
E ancora domenica 8 novembre un’intera pagina dedicata all’Hansel e Gretel di Lorenzo Mattotti, per strillare che non si tratta di un paesaggio per bambini, che non c’è happy end, nessuno sconto alle profondità del sangue e dell’angoscia da cui nascono tutte le favole (!).
Tre occasioni mancate, di certo non un buon servizio reso al lettore.
Una notizia non vera, una inutile, la terza dannosa.
Allora qualche domanda (meno di dieci) a La Repubblica.
Chi ha scritto che le fiabe sono sparite?
Perché scrivere a novembre di un libro in uscita a febbraio?
Riesce a proporre una figura autorevole da mettere accanto a Montesano che si interroghi e ci aiuti a capire perché i libri per bambini sono così “neri?”
Potrebbe far intervenire Scalfari e Citati sul tema “Se i pomodori non sono più rossi cosa sono i libri per bambini?”
Perché i giornali europei dedicano rubriche ai libri per ragazzi, con frequenza e continuità?
Un’ultima domanda riassuntiva: Non crede che debba tornare in vita il giornalismo di Cultura?
Venerdì 7 novembre ancora sulle pagine culturali si dava conto dell’imminente approvazione della tanto attesa legge sul libro. La giornalista che si occupa di cose librarie ne dava conto da Ivrea, sede del sesto Forum della Lettura. In realtà la giornalista non c’era, e quindi noi lettori non sappiamo nulla dei tre giorni di dibattito al quale hanno partecipato tante persone. Peccato, ancora un’occasione mancata!
Davvero l’ultima domanda.
Gent. Ezio Mauro pensa che tutto ciò abbia a che fare con il desolante dato della lettura nel nostro Paese?
Grazia Gotti