Puoi riuscire a trattenere il respiro? Per quanto tempo?

Ci sono libri speciali. Libri che ti tengono incollato alla pagina. Libri in cui la lingua e il plot narrativo sono occasioni di vero stupore.
Un’estate lunga sette giorni, in catalogo per Rizzoli nella bella traduzione di Alessandra Valtieri, è un libro speciale.
Il romanzo, frutto del lavoro dello scrittore tedesco Wolfang Herrndorf, è stato insignito del premio Deutscher Jugendliteraturpreis.
Un romanzo che racconta una vita al margine, al margine della società, al margine della famiglia, al margine della comunità dei coetanei.
Si chiamano Maik e Tschick i protagonisti, hanno lo sguardo attento di adolescenti curiosi, la volontà di andare oltre la linea d’ombra, il desiderio di avere accanto adulti che si accorgano della loro esistenza. Si fanno domande e provano a mettere in campo possibili risposte.
Nella perfetta scrittura di Herrndorf ho ritrovato il Giovane Holden di Salinger, e poi Hal, il ragazzino trovato a ballare sulla tomba dell’amico, messo in pagina da Aidan Chambers e anche i  protagonisti di un libro che avevo molto amato, utilizzato nei percorsi che presero avvio da Dove vanno le anatre d’inverno?, un progetto di promozione alla lettura per adolescenti iniziato nel lontano 1995. Il romanzo è Tiro al bersaglio, di Henri-Frederic Blanc, oggi fuori catalogo.
Un’estate lunga sette giorni è un alto esempio di letteratura, è per ragazzi, ma è, come tutti i libri di qualità, per tutti.
“Le scritture e le letture adolescenziali devono giovarsi di punti di riferimento molto alti, pur mentre si richiede, come oggi fortunatamente avviene, che i temi siano precisi, dettagliati, minuziosi, attuali. Ma occorrerebbe che gli adulti decisi a porgere, a regalare, a spiegare, a coinvolgere, non ignorassero gli altri paradigmi di cui possono valersi. C’è qualcuno disposto a negare l’importanza del ragazzo, dell’adolescente Ferdinand in Morte a credito di Celine?” Antonio Faeti (Nel dedalo di Dedalus, in Dove vanno le anitre d’inverno?, Giannino Stoppani edizioni, 1995)
Silvana Sola