L’estate regala tempi lunghi, maggiori occasioni di una mobilità lenta, fuori dalla frenesia lavorativa.
In un tempo lento sono salita in moto, passeggero consapevole, in un percorso che dalla Romagna mi ha portato in Toscana, meta Cortona On The Move-fotografia in viaggio.
Un viaggio con soste previste e altre improvvisate. Il passo del Carnaio è tappa non prevista.
Il valico collega la valle del Savio e quella del Bidente. A quasi ottocento metri d’altezza un cartello racconta ai viaggiatori-lettori un episodio successo settantun anni fa. Una storia di coraggio, di dolore e di morte, una delle tante stragi consumate sui monti dell’ Appennino Tosco-Emiliano durante la Seconda Guerra Mondiale. 
La strage del Carnaio è il risultato di un’operazione chiamata Bandenbekamfung- Lotta contro i banditi, messa a segno dalle compagnie filonaziste presenti sul territorio. 
Ventisei civili vennero uccisi. Era la notte del 25 luglio 1944. 
A memoria dell’eccidio, nel luogo della tragedia, oggi ci sono querce, faggi e tre lastre di bronzo sulle quali sono incise le strofe della poesia Promemoria di Gianni Rodari, una delle tante dichiarazioni “civili” del grande scrittore italiano:

“Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.”

Da leggere e diffondere.
Invito a leggere anche Il libro delle filastrocche e Il secondo libro delle filastrocche

Silvana Sola