Pierluigi Cappello

Azzurro elementare, la raccolta del poeta friulano Pierluigi Cappello, mi ha tenuto compagnia per diverse sere  qualche mese fa. Non sono una abituale lettrice di poesia italiana contemporanea.
Ho letto in questi ultimi anni molta poesia classica, dovendo aiutare mio figlio, dislessico, per tutto il corso di studi, dalle elementari fino alla fine del liceo. Leggo la collana bianca Einaudi perché la ricevo, titolo dopo titolo, per via del mio compagno che lavora per la casa editrice torinese. 
Aggiungo a questi volumetti bianchi titoli sparsi, opere di amici, qualche consiglio sempre di amici, o qualche titolo presentato da un recensore che ha la mia simpatia. Non conoscevo Cappello, fino a quando la editor di libri per ragazzi Rizzoli non me ne ha parlato e, grazie alla sua cortesia, ho ricevuto i suoi libri. 
Azzurro elementare mi aveva stupito a partire dall’introduzione di Francesca Archibugi, la regista a cui sono molto affezionata sin dai tempi di Mignon è partita. L’Archibugi ha una robusta preparazione letteraria, vicina a quella di tanti protagonisti del nostro cinema di un tempo.
Anche Cappello è un lettore forte, per lui i libri che abitano la stanze della baracca di abete, dove il poeta ha vissuto, sono presenze vive.  Cristina Taglietti è andata a trovarlo e lo racconta in una bella intervista apparsa su La lettura, inserto domenicale de Il Corriere della sera, il 14 settembre.
Per coincidenza sabato 13, all’alba, prima di partire per la Maremma, ho scelto fra i tanti libri novità per ragazzi proprio la nuova raccolta per bambini di questo autore, ho cercato fra il disordine Azzurro elementare e sono partita. Sabato sera in compagnia di Cappello, per grandi e per piccoli e domenica, eccolo di nuovo, foto e voce. Sì la sua voce nelle parole dell’intervista. “Non sono un gourmet. Mi nutro. Così come non mi vesto, mi copro”. Nella baracca di abete sento echi del pensatore americano Thoreau. E mi pare che le rime per l’infanzia siano una convincente iniziazione, un invito a camminare nei boschi, nei prati e nei giardini, con partecipata attenzione al creato.
La calura dell’estate, che purtroppo quest’anno non ci ha visitato, riverbera nelle pagine della raccolta. Fino all’autunno, alla scuola. Oggi, lunedì 15 settembre, mentre scrivo, sento le voci dei bambini, sono le 8, primo giorno di scuola, i bambini attraversano la piazzetta del piccolo borgo e vanno a scuola. Una maestra che si fosse presentata in classe con questo libro di poesie, per giunta  illustrate dalla mano felice di Pia Valentinis, che meraviglioso avvio!
Ma il poeta, ce lo racconta alla fine delle sue rime, sa che la scuola può fallire con la poesia.
Chiara, a cui queste rime sono dedicate, non riusciva a mandare a memoria la poesia proposta dalla maestra per la Festa del papà. Mio figlio, dislessico, non riusciva proprio a tenersele a mente.
Poi, con L’infinito, finalmente ci riuscì, e grazie a Leopardi, riuscì a prendere un bel voto in un tema che aveva per oggetto il giardino di casa. Riprendo in mano  Azzurro elementare, rileggo quelle che mi erano tanto piaciute, un giorno mi dedicherò anche a quelle in friulano. E mi mi viene in mente di quando per l’antologia einaudiana per ragazzi che feci con l’aiuto di Daniela Marcheschi, trovai nei versi carducciani il titolo Terra gentile, aria azzurrina. L’azzurro del mare degli atlanti…

Grazia Gotti