E’ dedicato a Rosa, la bellissima figlia di Chiara e di Mario Monicelli, il libro I vestiti impossibili.

Chiara Rapaccini lo aveva pensato nel 1991 e l’albo illustrato era uscito, allora, con il marchio Emme. Oggi è in catalogo per Salani e salutiamo con gioia la ripresa di un titolo ironico, divertente, giocoso. Un intelligente albo illustrato che fa dialogare i contenuti con lo spazio, con il colore, con la grafica.

Una storia di cui Chiara Rapaccini è autrice sia delle parole che delle figure.
Una storia che dichiara guerra alla noia, che si oppone al fatto che tutto debba avvenire secondo un copione preordinato, fisso.
Chiara, oggi artista con riconoscimenti internazionali, ha da sempre dimostrato, con il suo lavoro, la sua volontà di stupire, il suo desiderio di rompere gli schemi, di immaginarsi altri orizzonti.
Per rispondere al desiderio di Carlotta di non indossare più la stessa gonna, le stesse calze, la stessa insopportabile cuffietta, Rap, questo il nome d’arte di Chiara Rapaccini, immagina per lei un guardaroba fantastico.
Cappelli “impertinenti” che permettono ad uno scolapasta una seconda vita, abiti di schiuma morbidissima, scarpe alberate per essere sempre a contatto con la natura, acconciature enciclopediche o minimaliste teste quasi calve.
Ci si diverte sfogliando le pagine, invitano al sorriso le illustrazioni.
Un libro per affermare che le ”cose impossibili”, a volte, possono diventare possibili.
Dispiace solo che il colophon non ci riporti la memoria editoriale del libro.
Silvana Sola