Perché mi chiami Pink Lady?

Pink Lady. Un libro da leggere tutto d’un fiato quello di Benedetta Bonfiglioli, un esordio in grande stile, edito dalla San Paolo; quando mi hanno proposto di leggerlo, conoscevo a malapena la trama, ma si sa, a volte i libri chiamano e per una ragione inspiegabile sapevo già sarebbe stato un libro interessante. L’ho trovato forte e dolce, come quella mela… la cui varietà si chiama pink lady.
Anna ha 17 anni, un dolore immenso fa sprofondare lei e la sua famiglia in una voragine di depressione. Il futuro spesso ci coglie impreparati e allora bisogna avere la fortuna e la forza di trovare qualcuno che ci faccia sentire vivi e importanti. Per Anna è tempo di cambiare vita, quando i genitori si risvegliano dal buio assoluto creato dalla morte della figlia Laura, decidono che per salvarsi è necessario trasferirsi. Belmonte è il paese adatto, pieno di storia e di cielo.
Anna piano piano, grazie all’amore di Silvia e Marco, capisce che può essere ancora felice, ma come fare a vivere la felicità non come una colpa?
L’armatura di piercing e i capelli rosa di Pink Lady nascondono un cuore che fatica a non sgretolarsi.
Pink Lady è un inno alla vita, delicato e sensibile, riesce a trasmettere emozioni vere, senza cadere in una scrittura banale e presentando un intreccio di eventi mai scontati.
La scoperta del diario di Ete in soffitta, aiuterà Anna ad affrontare la crisi e le sue incertezze, ad accorgersi che realmente diventare grandi è difficile, così come essere felici. La vita è totalmente imprevedibile ma proprio per questo piena di speranza. L’Amore è in grado di lenire il dolore, e Anna potrà di nuovo ricominciare a sorridere, ma soprattutto ad esistere per se stessa e per Laura.
Chiara Serra