Perché l’Ultima Guerra non è mai l’ultima?

Domenica scorsa, in una giornata di pioggia, sono andata a vedere la mostra La guerra che verrà non è la prima. 1914-2014, al Mart di Rovereto.
“La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.”
I curatori hanno scelto le parole di Bertolt Brecht per far entrare i visitatori nello spirito delle guerre, guerre che hanno attraversato il ventesimo secolo per entrare nel nuovo millennio con la stessa forza, virulenza, carico di morte e di devastazione.
Dalla Prima Guerra Mondiale che vede coinvolte potenze di stati diversi, dislocate geograficamente lontano dal conflitto, alle guerre dell’oggi focolai che si alimentano e si muovono in un territorio di triste mondialità. Nel museo una selezione accorta, intelligente, di opere d’arte che testimoniano una guerra, un sentimento, un agire, gli effetti del dopo, le macerie del pensiero, l’assenza di libertà.
Nel mio viaggio a zigzag tra Trentino e Alto Adige, nel mio ricercare tracce di quella prima guerra che ha cambiato i confini dell’Italia, le relazioni tra gli stati, mi hanno accompagnato i libri.

Un libro non per ragazzi, ma che invito tutti a leggere, è La paura e altri racconti della Grande Guerra, pubblicato da e/o. Scritto dal napoletano Federico De Roberto, in una lingua italiana che emoziona, i racconti sono veri capolavori di letteratura e di storia. C’è la paura, la fame, la lontananza, ci sono gli ufficiali e i soldati semplici arrivati da lontano, i fanti che parlano i dialetti delle diverse regioni italiane. C’è lo sguardo di chi fotografa, con le parole, le contraddizioni di una guerra che alterna esaltazione, amor di patria, a opportunismo e miseria umana.

E poi due libri per ragazzi: Il sentiero dei ricordi scritto dalla penna felice di Teresa Buongiono per le edizioni Piemme, corredato di un’introduzione e apparati di approfondimenti firmati da Paolo Colombo e da una nota storica di Luciano Tas. Dentro la storia delle Dolomiti che avevo di fronte mentre leggevo, le gallerie scavate dai soldati, i percorsi ad alta quota strappati alla natura.
Il terzo libro, in catalogo per Fetrinelli Kids, è di Massimo Birattari, storico, redattore editoriale, scrittore capace di mettere in pagina i segreti della grammatica e di farli diventare occasione di avventure letterarie che in L’Italia in guerra. 1915-1918. Niente sarà come prima descrive un mondo che cambia, descrive la guerra di trincea, le alleanze e le intese, racconta la tregua di Natale, parla di eroi e di soldati semplici, di atti di coraggio e desiderio di diserzione. Accompagnano le parole le belle illustrazioni di Matteo Berton capaci di riportare, assieme, il rigore dell’informazione storica e le gesta dell’umano.

Silvana Sola