All’icona della strega volante e alla Russia é dedicata la trentesima rassegna di Sarmede.
Come da tempo succede il tema si é fatto libro, curato da Luigi Dal Cin e pubblicato da Panini Ragazzi.
La raccolta di fiabe russe è stata accolta con interesse dai lettori e prefiguro una buona performance natalizia in libreria. La Russia, la sua storia, la sua cultura, la sua letteratura, hanno profondamente influenzato la cultura europea in vari campi, ma non si è ancora manifestato un incontro aperto nella vasta area della letteratura per l’Infanzia. Perché? Non lo so e da tempo indago e mi piacerebbe avere maggiori informazioni, scambi, relazioni.
Ho visitato la fiera di Mosca ma ne sono tornata con pochi materiali e poca informazione. Per quanto riguarda l’illustrazione ho conosciuto molti russi “scapati”, con una sola p, come scrive Vitali Kostantinov che vive ad Amburgo. Abbiamo insieme cominciato la lunga lista per una mostra dal titolo appunto “Gli scapati”, gruppo che potrebbe assomigliare agli Scapigliati, quelli cioé a cui le regole stanno molto strette ed elaborano delle poetiche (e delle etiche) molto personali e aperte al nuovo. Boris Kulikov, venuto a Bologna dagli Stati Uniti nel 2010, era molto sorpreso di avere degli ammiratori italiani, così come Vladimir Radunsky si stupí di essere stato annoverato fra gli americani nella mostra “Nello studio di Oz” tenutasi a Bologna nel 1999. Aliosha Blau, che ora vive e lavora in Germania, aspetta di essere chiamato a questa riunione degli “scapati”.
Mentre le Pussy scontano la loro pena per aver vestito abiti colorati ed aver interrotto una funzione religiosa, molti pennelli russi lavorano alacremente in diverse parti del globo. Sono nati nella Madre Russia, hanno frequentato le ottime scuole d’arte dove il training è duro (disegno, pittura, tutte le tecniche e calligrafia) e per lavorare, specie nell’ambito dei libri illustrati, sono “scapati”. Baba Jaga mi ha richiamato alla mente Vladimir Vagin, quello della Baba Jaga volante che io preferisco, il primo russo che ha collaborato con un autore americano prima della caduta del Muro. Il frutto del loro lavoro, Here comes the cat è stato di recente ristampato da McSweeney’s McMullens, un altro gruppo di “scapigliati”. Potró mai realizzare il sogno di una mostra sugli “scapati”? C’é qualcuno in ascolto?
Grazia Gotti