Passione, innovazione, memoria

Un week-end piemontese: Torino e poi Prali per la manifestazione Pralibro, che quest’anno ha particolarmente a cuore i contenuti dell’istruzione. Torino risplende del 150°, non solo le mostre o i luoghi deputati a raccontare l’Unità, ma la città intera. Alla Galleria d’Arte Moderna a scoprire la figura dell’Artista Eroe nell’arte contemporanea, al bookshop a cercare pubblicazioni sull’arte per ragazzi, alla Libreria dei Ragazzi di Anna Parola, che oggi si divide tra Torino, Roma e Pavia, poi un saluto ad un’amica che ha iniziato da appena un mese la sua avventura come libraia imprenditrice indipendente. Non nuova all’esperienza di libreria e di redazione editoriale, Liliana ha rilevato la libreria che fu inaugurata vent’anni fa da Fruttero e Orengo. In una zona della città a me sconosciuta, alle spalle della Gran Madre, in un bellissimo quartiere che ricorda la Francia, tra le vie parigine e i borghi della Provenza, la libreria è un luogo gradevole dove libri e competenza si incontrano, dove è bandita la fretta, dove la sezione ragazzi si affaccia su un cortile di ciottoli e fiori. Il pomeriggio volge al termine e l’appuntamento è alla libreria La Torre di Abele per incontrare Rocco Pinto, anima della libreria e di Pralibro, e con lui gli amici del Forum del Libro. Arrampicati verso i monti delle Valli Occitane ad inaugurare la manifestazione pralina parlando della proposta di una legge di iniziativa popolare dedicata alla promozione del libro e della lettura, promossa dall’Associazione Forum del libro. A Prali, nello spazio accogliente del Tempio Valdese, c’è la libreria, c’è lo spazio dell’incontro che porta al confronto sui temi più diversi. La politica e temi sociali, il confronto religioso, la letteratura, il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, la scuola. E al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza è stato dedicato l’incontro che ha visto al tavolo Carla Ida Salviati e Guido Quarzo, assieme a parlare di un libro, Mario Lodi Maestro, in catalogo per Giunti (a cura di Carla Ida Salviati)
Un libro che ricostruisce la vita, l’esperienza educativa, la scrittura di uno dei più straordinari maestri italiani del ‘900. E’un diario di scuola, è un percorso tra pensieri pedagogici e ricerca, tra analisi sociale e necessità di confronto. E’ un libro importante, perché importante è stato il contributo di Mario Lodi alla vita civile e alla scuola: il carcere per motivi politici, la guerra partigiana, il Movimento di Cooperazione Educativa, La Biblioteca del Lavoro, Cipì, il Centro delle Arti e del Gioco di Drizzona, la Laurea ad Honorem e molto altro.

Mario Lodi oggi ha ottantanove anni, la sua voce è ancora viva, come il suo pensiero, riferimento educativo per chi ha avuto e ha a cuore il mondo della scuola e il mestiere dell’insegnante.
Una parte importante della sua esperienza didattica possiamo ritrovarla anche in Il paese sbagliato, il libro uscito per i tipi di Einaudi, per il quale il maestro di Piadena vinse il premio Viareggio nel 1971.
“Cara Katia, questa estate, il giorno che in pineta, alla fine di una gita, che era stata tutta una discussione, decidesti di iscriverti all’Istituto magistrale per diventare maestra, io ti feci la promessa di mandarti la documentazione del lavoro nella mia classe, in modo che tu potessi affiancare allo studio teorico sui libri, lo studio dei bambini come sono a scuola. E siccome ogni promessa è debito, eccomi puntualmente a dirti come sono andate le cose in questi primi due giorni…”
Silvana Sola